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Recensione immaginaria: Giochi di mano

Disclaimer: Poiché i film in sala mi annoiano troppo da farmi venire voglia di scrivere recensioni, da oggi ne scrivo di inventate. Per un nuovo dizionario del cinema italiano.

Giochi di Mano racconta la parabola del chiropratico di fama mondiale, specialista nella riabilitazione manuale, Ettore Calcanti, che si vede affidare il compito più difficile della sua carriera: quello di riabilitare l’articolazione manuale del più richiesto fluffer (per chi non sapesse cosa sia, onde evitare di rovinare una delle scene più drammatiche del film, si rimanda a un dizionario). Film d’esordio di Andrea Frescotti, è rimasto famoso per la scena della masturbazione, di 32 minuti di durata e girata a 4000fps, in cui i tendini e i muscoli coinvolti nell’atto vengono analizzati uno per uno dalla voce fuori campo del dottore mentre il fluffer ripercorre la propria carriera: nelle mani di Frescotti, la scena assurge a chiaro simbolo esistenzialista capace di soddisfare anche i palati più fini. Nell’ultimo atto il film perde molta della sua potenza e si sgonfia, e un certo autocompiacimento registico alimenta il sospetto che il film sia soprattutto un’operazione autoreferenziale di Frescotti. Da vedere con riserva.

La fusione

Nell’anno 2087 si rese necessaria una soluzione alla decennale guerra che impegnava i Computer e gli Human. Dopo anni di armistizi infranti e falliti trattati di pace, il Presidente della Razza Human e il CP-65.725 si incontrarono per discutere il futuro del pianeta. Quello su cui dovettero concordare, dopo due intere settimane di confronti (ovviamente più faticose per la controparte umana), fu che l’unica soluzione contro la completa e irrimediabile distruzione delle due razze, e probabilmente del pianeta stesso, era di dare alla luce una terza razza: gli Human avrebbero fornito l’involucro esterno, il corpo, e i Computer l’avrebbero abitato con il loro cervello. Fu così presto calcolato che sarebbero stati necessari appena 23 mesi e 7 giorni per portare a compimento la fusione: sia gli Human che i Computer si sarebbero estinti, lasciando il dominio del mondo agli Huter.

Trama n.3 – Habemus Papam

L’elezione al soglio pontificio scatena la profonda crisi di fede e coscienza che covava nell’animo del nuovo Papa fin dai tempi dell’adolescenza in seminario. In un raptus di razionalismo e forte del dogma dell’infallibilità papale, il pontefice sfida l’esistenza di Dio e della sua Chiesa compiendo la più turpe serie di oscenità e delitti immaginabile: torture, omicidio, stupro, infanticidio, cannibalismo e suicidio per asfissia erotica. Il tutto ovviamente in diretta TV. Per rimediare il pasticcio, il concistoro si riunisce in tutta fretta, tradendo preoccupazione e nervosismo: scaricheranno i cardinali la colpa allo Spirito Santo che li ha consigliati male, o si rifugeranno dietro la balla del Signore che opera per vie misteriose?

Trama n.2 – Alla ricerca del Proust perduto

Un uomo è ossessionato dalla Recherche di Proust. Passa l’intera sua vita a leggerla, riscriverla minuziosamente a mano su quaderni a righe, rileggerla, una frase dal libro e una dai quaderni, impararla a memoria e recitarla a se stesso, registrandosi col magnetofono e riascoltandosi poi rileggendo di nuovo ancora e ancora dai libri e dai quaderni finché non prende forma nella sua mente la folle idea di darle un sequel. Mentre viaggia col treno per l’Europa per fare “ricerche” per il suo libro, si convince di aver scoperto un ottavo volume lasciato incompiuto da Proust (cioè più incompiuto degli altri), ovviamente si illude di essere predestinato a completarlo e così facendo, in un delirio superomistico d’autore fallito, decide di ammalarsi di polmonite e poi muore.

(Metafora dell’artista post-moderno che invece di darsi una mossa e inventare qualcosa di nuovo rimugina e rimpasta quello che qualcun altro ha fatto, codardo.)

NiK: Il post di ieri era troppo volgare!
Marcel: Dici?
Filippo: Non starlo a sentire, lui è troppo perbenino. Era un post fighissimo!
NiK: Gliel’hai dettato tu, eh? Marcel non l’avrebbe mai scritto.
Filippo: No, no. Ha fatto tutto lui, io mi sono limitato ad applaudire.
Marcel: Grazie :-)
NiK: Non vi parlo più.

Trama n.1 – Il nemico dello scrittore

Un uomo strappa delicatamente un foglio di carta igienica su cui si intravedono parole ben ordinate su righe come in un libro stampato. Compie il gesto con una lentezza estetizzante e si pulisce con una soddisfazione indicibile. Flashback in cui seguiamo il lunghissimo processo para-industriale che ha portato tutte le copie dell’ultimo successo editoriale del suo acerrimo nemico a essere comprate, raccolte, smantellate, trattate chimicamente per essere trasformate in una serie di rotoli di carta igienica con cui lui si può pulire il culo per tutto il resto della sua vita.

Un esercizio di sceneggiatura

Bimbo di 18 mesi cade dal settimo piano, rimbalza sulla tenda di un bar e viene preso al volo da un passante: salvo. Denunciati i genitori. E’ miracolo: ieri il bar era chiuso e oggi la tenda è aperta perché bloccata. Corriere della Sera, 02.11.2010

La storia sarà ovviamente opzionata da Hollywood quanto prima per un qualsiasi film diretto o prodotto da Steven Spielberg.

Io invece farei questo: un film di un’ora e mezzo con un poderoso ralenti di 1h29m del bimbo in caduta libera, poi un concitatissimo minuto in cui il passante lo prende e i parigini applaudono sui titoli di coda.

Sequel: il neonato cresce, diventa uomo, si fa una vita e d’improvviso una mattina si sveglia, avverte l’irrefrenabile impulso di uscire sul balcone, si sporge e si butta giù.

Capitolo conclusivo: il passante del salvataggio originale entra in analisi perché dopo l’accaduto la sua vita ha perso di senso; risolverà il conflitto decidendo di passarla andando a salvare tutti i neonati del mondo. Ormai anziano, felice e appagato, verrà ucciso mentre torna a casa dal suicida del capitolo due che gli piomba in testa.

Favola della buonanotte

C’era una volta un bambino, e la volta dopo non c’era più.