~ Paese reale: e l’Italia è questa qua! ~

Prontuario da discussione per stupidi

Nello sventurato caso qualcuno… no, aspetta, riformulo. Tantevolte qualcuno mentre stai lì belbello ti venisse a scombussolare i piani e ti trascinasse tuo malgrado… cioè, vuol dire senza che tu lo voglia, in una discussione disturbando il tuo stato di quiete, oppure se metticaso devi chiedere qualcosa o chiarire un contenzioso, che sarebbe qualcosa su cui io e te non siamo d’accordo, pare impossibile lo so ma succede, eccoti un breve prontuario, come dire una serie di consigli, per uscirne vincitore e portare la ragione dalla tua parte, che è dove era già e dove deve stare, ci mancherebbe altro.

1. Se stai chiedendo o contrattando, come prima cosa inizia con una pretesa molto più in là dell’equità (che tanto ti viene facile, anzi, ti dirò un segreto, quella che tu pensi essere la posizione neutra o equa è già molto a tuo vantaggio) poi, a ogni risposta negativa che ottieni, rilancia. Chiedevi 10 e l’altro voleva darti 1? Ora chiedi 15, così quando otterrai 10 sarai quello generoso.

2. Quando parlate e non capisci ciò che l’altro dice, è perché ti sta raggirando. Se la normale sequenza di preposizioni connesse con qualche coordinata e nesso logico con cui il tuo interlocutore sta cercando di spiegare il proprio punto di vista diventa alle tue orecchie una prosopopea di paroloni incomprensibili (Eh? Appunto), non è perché non ci arrivi ma perché lui gioca a fare lo sborone, l’acculturato e l’egocentrico.

3. Sei quindi in difficoltà? Attacca. Non capisci quello che sta dicendo l’altro? Evidentemente è colpa sua, evidentemente lo fa apposta a non farti capire, evidentemente ti vuole raggirare, evidentemente è uno stronzo, quindi sarà meglio che diventi subito tu il più stronzo dei due.

4. D’altra parte è così evidente che sei buono e giusto che quando l’altro ti fa presente che non lo sei affatto, deve per forza esserci qualcosa sotto. Anzi, ora che ci penso, è lui che non è buono e giusto. Altrimenti non stareste discutendo, no? Avrebbe semplicemente detto sì alle tue condizioni. Infatti! Vedi? È proprio uno stronzo, lo dicevo io.

5. Quando non sai cosa dire, fai confusione. Se per caso l’altro è riuscito a portare a termine un’argomentazione ma tu non l’hai capita (ti sei solo accorto che ha smesso di parlare e ti sta guardando) è il momento giusto per affastellare passato presente e futuro, cose non dette ma pensate, travisazioni e salti pindarici (tanto ti riesce benissimo). È l’altro che ha il brutto vizio di usare la logica, non tu, quindi è lui che sarà in difficoltà, perché – scemo – tenterà di rispondere di nuovo in chiave logica e quindi si troverà costretto nel labirinto illogico che gli hai appena servito. Morirà lì dentro di stenti.

6. Riempi ogni interstizio possibile del ragionamento altrui con tue invenzioni. Metti in bocca all’altro cose che non ha mai detto, e quando ti farà notare di non averle mai dette, dì che le ha sicuramente pensate. Se non demorde e insiste col dire che non le ha neanche pensate (certi sofisti, fai conto di dire segaioli della mente, arrivano a dire che non puoi sapere se le ha davvero pensate e che non ha quindi senso portare pensieri come prove, tsé, che gente) tu dì che le hai intuite dal suo comportamento, dì che è quello che chiaramente lasciava intuire. Difficilmente avranno voglia di controbattere ancora.

7. Se proprio non sai più cosa rispondere, lascia il campo e porta via la palla. Non dimenticare di ribadire velocemente la tua posizione d’inizio, o anche meglio aumentala, e vattene. Ma non lo fare in modo offeso, dì piuttosto “allora così sei contento?” e allontanati mento in su con la sicumera che solo i tuoi pari possono permettersi.

Vittoria garantita. Milioni di italiani già seguono questo metodo. Provalo con fiducia.

Apparizioni miracolose

Rispettate la fila, biglietti all’ingresso, offerta libera (minimo 5 €).

NiK: Eccomi qui!
Filippo: Oh, sei tornato.
NiK: Voglio andarmene dall’Italia.
Filippo: Eh?
NiK: Sì, ci ho pensato un sacco. Voglio vivere in un posto adatto a me, con gente civile e allegra e un sacco di verde.
Filippo: Dove sarebbe?
NiK: LEGOLAND!

Le tasse sono bellissime

Noi dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima. E’ un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni indispensabili come la sicurezza, come la tutela dell’ambiente, l’insegnamento, la salute, le stesse pensioni. Tommaso Padoa-Schioppa (23.07.1940 – 18.12.2010)
In mezz’ora, Rai 3, 2008

In un paese come il nostro, trovo che sia quanto di più rivoluzionario si possa dire.

E non sorprende affatto che i commenti sui video di YouTube sono tutti gaudenti per la sua morte.

Il tuo libro di Natale

Manuela Arcuri: Il Labirinto Femminile

Un’opera per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta e ha enormemente rallentato il cammino della civiltà.Manuela Arcuri

Parole forti. E’ mio.

Che cosa resta?

Non abbiamo la Silicon Valley. I nostri punti di forza sono il cibo, le vacanze, il calcio, i vestiti e le puttane. E la cultura. Se la tagli, che cosa resta?Christian De Sica, Best Movie 12.2010

Una splendida definizione dell’Italia, ecco cosa resta Christian, grazie.

Smettetela di rompere i coglioni

Il CDA della Rai vuole imporre la presenza nella prossima puntata di Vieni Via Con Me di esponenti dei gruppi Pro-Vita come diritto di replica alle testimonianze di Peppino Englaro e Mina Welby della settimana scorsa. Stronzata una e trina.

Primo: il diritto di replica si dà a chi, assente, viene tirato in ballo da un discorso; qui le associazioni Pro-Vita non c’entrano un beneamato cazzo. Per logica, la replica spetterebbe a Eluana e Piergiorgio.

Secondo: replicare a una storia particolare con un teorema generale è idiota. Secondo bis: replicare con un’altra storia personale, ma di segno opposto, oltre ad avere il peso morale di un “gnè gnè gnè”, non è necessario perché l’ordinamento legislativo già vi viene incontro (senza contare quante ne avete già dette).

Terzo, ma principale: dar voce a chi è contro l’eutanasia significa semplicemente dar voce a chi vuole vietare la libertà di scelta di chi la pensa diversamente.

Non c’è verso, non riescono proprio a capire che a qualcuno dei loro convincimenti religiosi non frega un cazzo baugigi.

Se volete vivere innaffiati dalle suorine, fatelo, ma smettetela di rompere i coglioni a chi desidera fare una scelta diversa dalla vostra.

Selezione della specie

Seguitemi, vi porto a casa mia. Uno degli ospiti che invito spesso è il linguista Tullio De Mauro, da quando ha iniziato a parlare di analfabetismo di ritorno e dei relativi rischi per la democrazia.

Gli stili di vita che ci attendono oramai da 40/50 anni quando usciamo dalla scuola, anche dall’università, non sono fatti per permetterci di conservare le competenze che abbiamo acquisito in materia di lettura, scrittura, comprensione, competenza storica, conoscenza scientifica. Ci dimentichiamo molto di quello che un giorno sapemmo.

E’ un problema che affiora in tutti i paesi di tipo industrial-consumistico. Persone che perdono competenze dopo aver raggiunto alti livelli scolastici ci sono un po’ dappertutto, ci sono percentuali dal 10 al 20% negli Stati Uniti, in Norvegia, in Gran Bretagna, in Francia – non l’80% che abbiamo in Italia. Tra i paesi partecipanti all’indagine l’Italia batte quasi tutti. Solo lo stato del Nuevo Léon, in Messico, ha risultati peggiori.

Io e Tullio commentavamo le scorse campagne elettorali, lui che diceva

un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile.

e io che scuotevo la testa e borbottavo “ma di cosa stiamo parlando…”

Però oggi, senza arrivare ai massimi sistemi e alla vuota forma della democrazia italiana, venite anche voi con me e Tullio, sedetevi prego accomodatevi, e considerate la semplice convivenza sociale, le vostre relazioni interpersonali con amici, parenti, passanti, sconosciuti in cui vi imbattete quotidianamente.

Tenete sempre bene a mente, sì Tullio glielo ricordo, che solo il 20% di loro non ha “difficoltà a leggere una scritta capendo che cosa vuol dire,” uno slogan su un manifesto, un titolo di giornale fuori dall’edicola.

Lei, lì sul divano, ha perso il filo? No, no, nulla, prego, si figuri, quella è la porta, arrivederci.

Dicevamo. Ricordatevelo sempre, non tanto quando sfilate lungo le aule scolastiche per andare alla cabina elettorale, ma qualsiasi cosa facciate: quando vi arrabbiate nel traffico perché qualcuno non vi ha dato la precedenza, nelle chiacchiere dal barbiere e soprattutto nelle discussioni di tutti i giorni con chi frequentate. Le probabilità che comprendano il vostro punto di vista sono una su cinque.

Vi vedo perplessi. Eh. Per forza.

E ora consideriamo la malafede, il comodo, l’egoismo, l’indifferenza. Lascino la stanza coloro che non riescono a seguire l’elementare precetto del “non fare all’altro ciò che non vorresti venisse fatto a te,” piano, fate piano, non vi accalcate, attenti al vaso!

OK. Bene. Quanti siamo rimasti?

Campioni del mondo! Campioni del mondo!

Da Repubblica.it di oggi.

Italiani campioni di Facebook
Sei ore e 27 minuti al mese passati sul sito di Zuckerberg: più di ogni altro Paese.

Son soddisfazioni.