~ Paese reale: e l’Italia è questa qua! ~

Il vero risultato del Ministero dell’Istruzione

Lo strafalcione del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini sull’esperimento con i neutrini sta tenendo banco in rete con gustosissime battute (una delle migliori: “i neutrini sono particelle elementari che si sprigionano quando esplode una Mariastella”).

Più che la gaffe sull’esistenza del tunnel che collegherebbe il CERN con il Gran Sasso, a me sconvolge il tono del comunicato stampa. Come ha scritto molto bene sabato Il Post:

ha suscitato comprensibile ilarità il tono mussoliniano e celebrativo del pronunciamento del ministro, che ha fatto ricordare quelle persone che si affacciano per entrare nelle riprese del telegiornale o comparire nelle foto vicino alla Coppa. La vanità provinciale della prima persona – “rivolgo il mio plauso”, “sono profondamente grata” -, l’enfasi olimpionica – “una vittoria epocale” – che trasforma la serietà del metodo scientifico in una competizione quasi fisica. E l’idea che – nella medesima ottica infantil-sportiva – i ricercatori italiani abbiano battuto un record di velocità: “il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale”.
Il buio in fondo al tunnel
Il Post 24.09.2011

Naturalmente il comunicato non è stato scritto personalmente dalla Gelmini ma da qualcuno del suo ufficio stampa. Dico questo non per scagionare il Ministro né per sminuirne le responsabilità, ma perché mi ha fatto tornare alla mente un altro comunicato stampa che avevo ricevuto anni fa per il lancio di un libro su Kubrick pubblicato dalla Lindau. Come curatore di ArchivioKubrick ricevo spesso simili segnalazioni, ma questa svetta tuttora tra tutte in modo luminosissimo. I toni da sagra di paese erano gli stessi, con in più svariati errori di battitura e di sintassi:

Oggetto: messaggio per responsabile ufficio stampa e/o webmaster e/o responsabile commerciale
Buongiorno,
E’ appena uscita in libreria edito da Lindau STANLEY KUBRICK.L’UMANO NE PIU’NE’ MENO E’ un titolo che può rivestire per Lei particolare interesse. Qui sotto troverà la copertina del libro assieme al comunicato stampa. Il libro è anche visibile nella home-page di www.lindau.it
Stanley Kubrick è ritenuto, universalemente, una pietra miliare della cinematografia mondiale. Non c’è regista o uomo di spettacolo che abbia così tanti estimatori e fans.
Questo volumone scritto da Michel Chion, notissimo studioso e già autore di altri libri di Lindau, si configura come il testo definitivo, l’opera omnia su Kubrick: 608 pagine, formato grande, oltre 1000 forogrammi in bianco e nero dei suoi famosissimi film. E’ un testo imperdibile proposto da Lindau, casa editrice che ha pubblicato almeno 10 titoli concernenti Kubrick.
Quindi sarebbe bello (e di questo La ringrazio) che tutti coloro che visitano il Vostro sito fossero a conoscenza dell’uscita di questo libro così importante. Lo strumento potrebbe essere una news-letter e/o una recensione sul vostro sito (ovviamente se le fate).
L’intento è quello di far sapere che esiste questo libro.Insomma penso che se Lei lo segnalasse (precisando che è in vendita nelle migliori librerie in Italia oltrechè richiedibile sul sito www.lindau.it ) ai Suoi lettori renderebbe loro un bel servizio.
Ovviamente sono pronto a omaggiarVi di un nostro libro: ma la cortesia che Vi chiedo è di non richiedere questo volume che costa 40,00 euro e la cui lavorazione ci è costata decine di migliaia di euro. Sarò felice perciò di omaggiarVi del Vostro servizio di un qualsiasi nostro libro Lindau: www.lindau.it (tra l’altro su Kubrick ce ne sono parecchi).
Io La ringrazio ancora e sperando che la mia richiesta venga esaudita rimango a Sua disposizione.

Ecco, così è come lavora un addetto stampa di una casa editrice nazionale, tra l’altro neanche una delle più piccole: un annuncio roboante scritto in modo pedestre, del tutto simile ai volantini delle gitarelle ai santuari con annessa vendita di pentole e posate di pregio. Le successive email del prode comunicatore in risposta al mio ringraziamento per la segnalazione ne rivelavano non solo l’ignoranza ma anche la molestia:

06.12.2006
Grazie gentile signore,
vedrà che i suoi lettori saranno felici di leggere questa opera monumentale.
Grazie ancora per quello che ha già fatto e che farà.
Tra l’altro alla Fiera della Piccola Media Editoria che comincia domani fino al 10/12 all’Eur la Lindau ci sarà (stand m09)
Se verrò sarò felice di conoscerLa e ringraziarLa.
Saluti

22.12.2006
Gentile signore,
Ancora grazie per quello che ha fatto: ha ricevuto ringraziamenti da parte di suoi iscritti alla mailing-list per essere venuti a sapere che è uscita questo monumentale lavoro su Kubrick?I nostri 2 libri li ha ricevuti?
Mi fa sapere?
So che sta lavorando al sito, sarebbe bello anche che un libro di tale levatura fosse addiritturra sulla home-page.
Mi fa sapere?
Ancora grazie e tanti auguri di Buon Natale e di un sereno 2007 ricco di salute.
Buongiorno

Dopo aver risposto che nessuno tra i lettori di ArchivioKubrick aveva reagito con l’entusiasmo da lui sperato all’annuncio dell’uscita dell’ennesimo saggio-mattone autoreferenziale su Stanley Kubrick, l’intraprendentissmo addetto stampa vinceva gli indugi sul colossale sforzo economico dell’azienda e decideva di inviarmene una copia per recensirlo.

Grazie sig.,
vedrà che rimarrà “a bocca aperta” (come Funari!!). Non vedo l’ora di vederLa sul sito!
Ancora grazie

Mi faceva quasi tenerezza, specie quando se ne uscì con gli “auguroni di tutto cuore” per l’anno nuovo.

Superfluo parlare di meritocrazia, di sistema scolastico allo sfascio, di abissale ignoranza, di impressionante incompetenza, di ridicola concezione di internet, o anche solo dell’assenza di un banale stare-al-mondo.

In finale, per tornare alla vicenda Gelmini e chiudere il cerchio, vorrei anche notare come tutti i blogger si erano affrettati a ricopiare il testo del comunicato prima che il sito del Ministero lo togliesse. Ingenui. E’ ovvio che il testo resti sul sito, perché non si tratta di una gaffe e anzi, la rettifica diffusa a seguito delle proteste ne ribadisce prevedibilmente tanto i toni quanto il contenuto. Che resti pure lì per sempre, quel comunicato. E’ chiarissimo e comunica molte più cose della scoperta scientifica.

Il direttore di Pontifex arrestato per stalking

Pare ormai accertato che l’uomo arrestato per stalking a Bari rispondente alle iniziali B.V. sia Bruno Volpe, direttore del giornale online Pontifex, uso a lanciare insulti, crociate, anatemi contro progressisti, omosessuali, ebrei, donne e qualsiasi altro essere vivente non rispondente al dogma del maschio cattolico reazionario e violento.

Ci piace riportare uno stralcio dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno che ha dato la notizia:

Si è invaghito di una giovane di 26 anni, tanto da renderle la vita impossibile, tempestandola di sms, telefonate, e-mail, aggressioni, proposte immorali [...] L’uomo, B.V., 49 anni, [...] è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori. [...] Innanzitutto le ha chiesto più volte il numero di cellulare. Quindi lo stalker ha iniziato a rendere più ossessive le sue molestie con proposte oscene ad inequivocabile sfondo sessuale, maree di e-mail ed sms, telefonate e squilli effettuati in qualsiasi ora del giorno e della notte, fino al messaggio macabro: un fegato di animale messo vicino al citofono della vittima. [...] L’epilogo della vicenda è avvenuto nella tarda serata di ieri, quando una pattuglia della Stazione Picone, in transito nella via in cui abita la vittima, ha sorpreso lo stalker mentre, con una bomboletta di vernice a spray, scriveva frasi ingiuriose sul muro perimetrale del condominio della donna e disegnava delle croci sul citofono.

Potremmo trarre spunto per una seria e documentata analisi che indichi come quasi sempre chi accusa gli altri di essere un perverso stia in realtà annunciando la propria immoralità, potremmo anche ragionare criticamente sulla caduta dei valori di chi si pone come loro difensore, potremmo magari andare a sbertucciare le varie persone che si erano prestate a parlare di integrità e decadenza col buon Volpe (non dico i tanti vescovi, capirai, ma vipponi quali Iva Zanicchi o Pippo Franco o Albano Carrisi o Fabrizio Frizzi, insomma la crème de la crème, nonché politici illuminatissimi quali Carlo “Ikea” Giovanardi e Paola “cilicio” Binetti), potremmo perfino andare a ripescare i peggiori articoli scritti negli ultimi mesi e misteriosamente scomparsi dal sito per non compromettere ulteriormente la posizione del Volpone, potremmo sennò far cadere l’attenzione su quelle croci disegnate sul citofono, chissà che ne penserà il Signoriddio, potremmo infine anche solo puntualizzare quanto squallido sia per un cinquantenne andare a rompere il cazzo a una che potrebbe essere sua figlia, ma in questo momento preferiamo piuttosto abbandonarci a un orgasmo multiplo superaccessoriato carpiato in aria con doppio avvitamento testicolare.

L’assedio

Stamattina mi hanno suonato per propormi di cambiare operatore telefonico. E’ la terza volta in due settimane: prima Tele2, poi l’ACEA per la fornitura unica di luce e gas (seconda volta in sei mesi) e oggi Infostrada.

Ti sei fatto togliere dagli elenchi per la legge sulla privacy, ti sei anche iscritto al registro delle opposizioni, ma niente, questi ti suonano a casa.

Next step: Vengono fuori dalle pareti, vengono fuori dalle fottute pareti!

Regalo di compleanno per mussoliniani

Il 29 luglio del 1883 nasceva a Predappio Benito Mussolini. So che oggi i nostalgici si riuniscono per festeggiare il compleanno del duce, a sessantasei anni dalla sua morte. Quale migliore occasione per un bel regalo di compleanno a tutti loro.


Profilo Continuo del Duce, Renato Bertelli, 1933

Poste Italiane

Ho acquistato su eBay un cofanetto di DVD. Il venditore, un ragazzo statunitense, mi ha suggerito di scegliere la Priority Mail, un gradino sopra la posta ordinaria, che garantisce più affidabilità ed è assicurata. Pago 46 dollari per la spedizione. Era il 30 maggio.

Il 3 giugno acquisto su Amazon USA un cofanetto di Blu-ray. Poiché Amazon rimborsa i pacchi dispersi, scelgo la International Standard Mail, ossia la posta ordinaria internazionale, 10 dollari. Tempo previsto di spedizione, 20 giorni.

Il giorno dopo Amazon mi scrive per avvisarmi che, causa esaurimento del prodotto, non possono evadere subito il mio ordine, che quindi subirà un leggero ritardo. Qualche giorno dopo, l’ordine parte, arrivo previsto 7 luglio.

Ad oggi, non ho ancora ricevuto nulla.

Scrivo al venditore di eBay, che mi dice che il pacco è arrivato in Italia ed è stato fatto un tentativo di consegna il giorno 15 giugno, ma nessuno ha ritirato il pacco. Impossibile, sono sempre a casa e nella cassetta postale non c’è alcuna cartolina d’avviso. Vado all’ufficio postale di smistamento: nessun pacco in entrata dagli Stati Uniti nell’ultimo mese.

Due giorni fa il venditore mi scrive un’email allegando una foto del pacco, tornato negli Stati Uniti: l’etichetta, italiana, dice “Pacco non reclamato”. I DVD sono rimasti in giacenza nel deposito 30 giorni, poi sono stati rispediti al mittente. Mi scrive: “Sei sicuro che devo rispedire? Ho spedito più di 100 cose in tutto il mondo e le uniche due che non sono mai arrivate sono quelle spedite in Italia.”

Contatto il servizio clienti di Amazon: “Qualche idea su come mai il pacco ancora non è arrivato?” Risposta entro 12 ore lavorative. Due ore dopo mi scrive un responsabile: “Mi dispiace per il ritardo, sono sicuro che il suo pacco sta arrivando. Per compensarle l’inconveniente, le rimborsiamo l’intero costo delle spese di spedizione. Le suggerisco di aspettare ancora qualche giorno: nella mia esperienza la maggior parte dei pacchi arriva comunque, anche se in ritardo. Se entro il 6 agosto non avrà ricevuto il pacco, mi contatti nuovamente.” Il giorno dopo la banca mi notifica il rimborso dei 10 dollari.

Mi dico, faccio un reclamo a Poste Italiane. La sola vista della pagina mi scoraggia.

Nel frattempo un amico mi aveva spedito dei Blu-ray e DVD di cui voleva disfarsi: da Bologna a Roma, due settimane. Il pacco arriva aperto, ma fortunatamente non manca nessun disco. Si vede che i film non erano di gradimento al postino.

Un amico ha comprato il Kindle su Amazon, spedizione tracciabile con corriere internazionale. La traccia su Internet giorno per giorno, non vedendo l’ora di riceverlo. Un giorno legge “Cliente non presente, spedizione non reclamata.” Telefona all’ufficio italiano del corriere dicendo di aver preso un giorno di permesso proprio per stare a casa; nessuno ha suonato al campanello, e nessuno ha lasciato la cartolina di avviso. Nel pomeriggio arriva il corriere a consegnare il Kindle. Spiegazione: il corriere non aveva voglia di consegnare il collo, non è passato dal mio amico, ha scritto che nessuno era presente alla consegna, poi è stato sgamato dalla telefonata e sfortunatamente gli è toccato allungare il giro e finire oltre orario di chiusura, che disdetta.

Una volta un mio amico ha comprato una rivista e la busta è stata infilata a forza nella cassetta postale e le pagine si sono strappate tutte.

Un’altra volta un mio amico ha trovato un pacco che aspettava da settimane dietro il cespuglio del suo giardino, bagnato fradicio di pioggia, tutti i libri spappolati.

Un mio amico ha letto su eBay un annuncio che diceva “Spedisco in tutto il mondo tranne che in Uganda, Sudan e Italia.”

Mio cugino m’ha detto che i pacchi di Play.com vengono rubati tutti.

Mio cuggino una volta ha sparato al postino che s’è fatto scudo col pacco e poi è fuggito via senza manco consegnarglielo.

Mio cuggino, mio cuggino m’ha detto che una volta il pacco che aspettava è arrivato in forma di vapore.

Mio cuggino, mio cuggino. Mio cuggino m’ha detto che le poste non esistono.

Ho paura dei posti a metà, tra la luce e il nulla

Colgo l’occasione del primo passaggio in Camera dei Deputati della schifosa legge sul biotestamento, una leccata di culo pavida al Vaticano da tutti i nazisti liberticidi travestiti da cattolici, per pubblicare questa meravigliosa canzone di Antony & The Johnsons che avrei tanto voluto mettere in un blog, ne avessi avuto uno, durante il calvario di Eluana Englaro.

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=8b5HHRT8xvw?hl=en"><img src="http://www.gtaero.net/ytmusic/play.png" alt="Play" style="border:0px;" /></a>

Hope there’s someone

Spero ci sia qualcuno
che si prenderà cura di me
quando muoio, me ne andrò?

Spero ci sia qualcuno
che liberi il mio cuore,
bello da abbracciare quando sono stanco.

C’è un fantasma all’orizzonte
quando vado a letto,
come posso addormentarmi la notte,
dove poggerò la mia testa?

Oh, ho paura dei posti a metà
tra la luce e il nulla,
non voglio essere quello
lasciato là, lasciato là.

C’è un uomo all’orizzonte,
vorrebbe che fossi andato a letto,
se cado ai suoi piedi stanotte
mi permetterà di poggiare la testa?

Allora, speriamo di non annegare
o di restare paralizzato nella luce,
e dio non voglia che finisca
nello spartiacque grigio.

Spero ci sia qualcuno
che si prenderà cura di me
quando muoio, me ne andrò?

Spero ci sia qualcuno
che liberi il mio cuore,
bello da abbracciare quando sono stanco.

Salviamo Il Labirinto Femminile

Ho ricevuto la seguente email, e ancora fatico a crederci.

Un utente di ciao.it ha scritto:
«…non ho letto nemmeno una riga di questo libro perché è introvabile, tranne in internet, e sinceramente ancora non ho capito perché questo romanzo sia tanto boicottato dalle librerie, tanto che non solo non si trova, ma è impossibile anche farselo procurare dalla libreria stessa… La stellina che ho dato non è una critica rivolta al libro o allo scrittore, ma alla scarsissima reperibilità del prodotto. E pensare che un mio amico ha scaricato gratuitamente e poi letto le prime 140 pagine, asserendo che concorda pienamente con Lele Mora nel dire: “È davvero bellissimo”».
Lo riporto, per coloro che vogliono il cambiamento, come esempio di quante poche speranze ci sono di divulgare il proprio pensiero in un regime che è riuscito, non solo a rendere irreperibile un libro che da mesi è il più noto e più citato d’Italia, ma addirittura a mettere le persone che vogliono comprarlo in condizione di vergognarsi di chiederlo.
Avvocato Raffaele Ferrante

Per chi non avesse capito, il libro in questione è questa roba qui. Solidarietà alle vittime dell’ostruzionismo regimentale.

Il paese degli uomini vuoti

Come avrete notato, questo blog se ne sta ben alla larga dal patetico chiacchiericcio della vita pubblica italiana (impossibile definirla politica). Alcune volte però – questa è la seconda – mi fanno saltare la pazienza e non riesco a trattenermi dallo scrivere.

Ricapitoliamo.

IKEA: Siamo aperti a tutte le famiglie.Prima mossa: l’IKEA, per pubblicizzare il punto vendita di Catania, realizza questa cartellonistica.

Il Sottosegretario con Delega alla Famiglia della Repubblica Italiana Carlo Giovanardi risponde che il manifesto è “in aperto contrasto con la nostra legge fondamentale che dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio.” Scioccato perché la campagna “attacca la Costituzione italiana con tale violenza,” il Sottosegretario della Repubblica ritiene “grave e di cattivo gusto che una multinazionale svedese, a cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità e che sta aprendo centri commerciali a manetta, venga in Italia e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione.” Segue coro di approvazioni da destra e da sinistra.

Intermezzo: sagace battuta del Ministro della Repubblica Italiana Ignazio La Russa che, commentando l’ipotesi di una famiglia con due genitori uomini, si chiede “il figlio cosa avrebbe? Un papà e un popò?” Coro di risate, ah ah ah.

Seconda mossa: il videogioco The Sims, decennale successo mondiale che si basa sulla creazione di un alter-ego virtuale da far interagire con altri giocatori (sostanzialmente una versione più sofisticata del “facciamo che io ero un re”), poiché non impedisce alcuna caratterizzazione dei personaggi consente la creazione di alter-ego gay che hanno amici, fidanzati, fidanzate, figli e figlie, vanno in vacanza, in palestra, addirittura a lavorare in ufficio.

L’Europarlamentare UDC Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita, afferma che “questi videogiochi sono molto pericolosi, minacciano l’educazione di un bambino, la loro diffusione ha risvolti di carattere igienico-sanitario” tanto che si propone di farsi portavoce al Parlamento Europeo per una proposta per vietare il gioco ai minori di 18 anni o “quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale è fuori legge.” Seguono approvazioni varie.

Militia Christi contro IKEA: Boicottiamo.Titoli di coda (provvisori, figuriamoci) e si chiude il cerchio: Militia Christi, movimento integralista cattolico, “esprime tutto il suo biasimo per l’ennesima manifestazione di degrado morale e sociale” e distribuisce questi volantini davanti al punto vendita IKEA di Roma Bufalotta. Interviene la Digos per cacciarli via.

Ora, si potrebbe rispondere in molti modi, e il mio preferito sarebbero le bombe a mano oppure ristampare i volantini della Militia scrivendo “Sulla famiglia non si specùla”, ma ieri sera casualmente ho letto questa pagina di Kafka sulla spiaggia del giapponese Haruki Murakami e tutto ha fatto clic.

– A causa del tipo di persona che sono, ho subito discriminazioni in vari modi e in varie circostanze, – dice Ōshima. – Che cosa significhi essere discriminato, e quanto profondamente si resti feriti, sono cose che solo chi le ha subite può capire. Ogni dolore è unico, e anche le cicatrici hanno una forma diversa per ciascuno. [...] Ma se c’è una cosa che mi indigna ancora di più, sono le persone prive di immaginazione. Quelle che T. S. Eliot chiamava “gli uomini vuoti”. Persone insensibili che coprono questa loro mancanza di immaginazione, questo loro vuoto, con un ammasso di segatura, e senza rendersene minimamente conto se ne vanno in giro per il mondo a tentare di imporre a tutti i costi questa loro ottusità agli altri, mettendo in fila parole vuote e senza senso. [...] Quando sono di fronte a persone così, perdo ogni controllo, e finisco per dire anche cose che non vorrei. [...] Non mi so controllare. E’ il mio punto debole. Capisci perché è un punto debole?
– Perché se uno volesse confrontarsi seriamente ogni volta con le persone senza immaginazione, non gli basterebbero molte vite, – rispondo.
– Esatto, – dice Ōshima, e si preme leggermente l’estremità di gomma della matita contro la tempia. – E’ proprio questo il punto. Però Kafka, ricordati bene una cosa. Anche quelli che allora uccisero il ragazzo della signora Saeki erano gente così. Gente priva di immaginazione, intollerante, senza orizzonti. Gente che vive una realtà fatta di convinzioni tutte sue, slogan vuoti, ideali orecchiati qua e là, sistemi rigidi. Sono queste le persone che a me fanno davvero paura. Le temo e le disprezzo. Naturalmente, anche capire ciò che è giusto e sbagliato è importante. Ma nella maggior parte dei casi, ognuno col tempo può correggere i propri errori di valutazione. Se si ha il coraggio di riconoscere i propri errori, il più delle volte è possibile rimediare. Ma la ristrettezza di vedute, la rigidità di chi è privo di immaginazione ha una natura simile a quella dei parassiti. Si trasferiscono da un organismo all’altro, mutano di forma e continuano a vivere e a proliferare. Sono casi senza speranza. Ma almeno qui vorrei che non mettessero piede. Haruki Murakami,
Kafka sulla spiaggia, p.199

Oliviero: Hai fatto gli auguri all’Italia?
Filippo: Sicuramente! Guarda in che condizioni sta. Servirebbe l’eutanasia, ma votano contro.
Oliviero: In effetti. 150 anni e sentirli tutti.
Filippo: Tu da New York l’unità d’Italia la stai festeggiando al meglio: levandoti dalle palle.
Oliviero: Però mi dispiace, anche.
Filippo: Un po’ anche a me. Ma è quel dispiacere di come quando ti dicono “non c’è più niente da fare, il tumore è troppo esteso” e a te certo che dispiace, ma sai che farla morire subito risolverebbe.
Oliviero: Mettiamola così. E auguri.

Rinunciare in partenza

Hai voglia a dire la serendipità… Ieri parlavo dell’importanza delle parole prendendo spunto da un articolo di Internazionale e qualche ora dopo averlo scritto mi ero imbattuto in un articolo di Repubblica che annunciava come “un quindicenne su cinque in Italia è semianalfabeta, cioè privo delle capacità fondamentali di lettura e scrittura.”

Il 21% dei nostri quindicenni sono in grado di “svolgere soltanto gli esercizi di lettura meno complessi come individuare una singola informazione, identificare il tema principale di un testo, o fare un semplice collegamento con la conoscenza di tutti i giorni.” Appena il compito diventa più impegnativo, si perdono.

Non sto manco a dire che siamo i peggiori d’Europa, invece voglio abbinare a questa recente indagine le conclusioni degli studi a cui faceva riferimento il linguista Tullio DeMauro, secondo le quali lo stile di vita che ci attende una volta usciti da scuola lavora per farci perdere gran parte delle nostre competenze acquisite. Quegli studi rivelavano come in Italia l’80% della popolazione torni, dopo giusto qualche anno passato nel mondo, a livelli di reale analfabetismo.

Mi chiedo quindi quale percentuale si ottenga oggi dovendo togliere dal gioco il 21% degli italiani, appena licenziati dalla scuola dell’obbligo. (Resta una domanda retorica. Vorrei fare il calcolo, ma il mio stile di vita mi ha fatto dimenticare le mie competenze di statistica.)

Vi lamentate della classe dirigente di oggi? Pensate a quella di domani.