~ Paese reale: e l’Italia è questa qua! ~

Illuminazioni: i critici cinematografici italiani

Leggo la "recensione" a Nymphomaniac della Aspesi e penso: in Italia non abbiamo critici cinematografici ma giornalisti di costume.

Illuminazioni: Darwinismo

Questo paese ha sovvertito il Darwinismo.

Illuminazioni: la politica italiana e Beautiful

La politica italiana e Beautiful condividono lo stesso schema narrativo: infinite permutazioni per dare l’apparenza di cambiamento, costanti corsi e ricorsi per generare l’impressione del tempo che passa, possibilità per chi ha perso svariate puntate di rientrare nella narrazione senza avvertire buchi o salti logici. Forse condividono anche lo stesso pubblico.

Illuminazioni: i critici cinematografici e i giornalisti politici italiani

I critici cinematografici tutti e i giornalisti politici italiani condividono la necessità di perpetuare il mito del significato; se passasse l’idea che ogni film è un’opera da vedere più che da interpretare e che la politica italiana è da decenni vuota rappresentazione, sarebbero estinti e soprattutto senza stipendio.

Le dolci vite

Soddisfazioni

Pronto? Buonasera, parlo con Filippo Ulivieri? Sì, chi parla? Sono [NOME OSCURATO], si ricorda, l’editore. Ah, certo, buonasera. Buonasera, senta la chiamavo in merito al suo libro, ecco mi chiedevo se fosse ancora disponibile o se avesse trovato un editore. Sì, guardi, esce questo giovedì. Ah! Infatti, immaginavo che non fosse più libero, non avevo più avuto tempo di leggerlo, l’ho letto ora durante l’estate, è davvero molto interessante, non mi sorprende che abbia trovato un editore. Grazie, mi fa piacere sentirglielo dire, e mi fa anche piacere che l’abbia letto. Sì, prego, prego. Non l’avevo più sentita e quindi mi ero mosso diversamente. Beh, ma anche lei poteva ricontattarmi, sollecitare… Le avevo comunque mandato una scheda di presentazione di due pagine e due capitoli di prova, meno di 60 pagine… Ma mi aveva anche mandato tutto il libro, 350 pagine, non è che io avevo tempo… E comunque durante il nostro incontro a ottobre non mi era parso che le sembrasse così interessante come libro quindi ho preferito non ricontattarla. Eh, sì… ma… senta, posso chiedere chi glielo pubblica? Il Saggiatore. Aah… aaah… beh, congratulazioni, un ottimo editore. Sì, sono molto contento anche io. Allora… le faccio i miei auguri e in bocca al lupo. Crepi, e grazie mille, anche per la telefonata. S’immagini, dovere. Magari per i prossimi progetti la ricontatterò. Sì, sì, la prego, e arrivederci. Arrivederci a lei. Buonasera. Buonasera.

Il paese che fa nascere e morire l’UNHATE

La campagna UnHate realizzata dal Gruppo Benetton lo scorso novembre con tanto di fondazione per contribuire alla creazione di una nuova cultura contro l’odio – in fondo nient’altro che un aggiornamento del classico “fate l’amore non fate la guerra” benché fatta con gran gusto e incisività, e non ce ne sono mai abbastanza – ritraeva nella sua controparte di cartellonistica provocatoriamente e intelligentemente i leader del mondo intenti a baciarsi in bocca: Obama che bacia Chavez, Obama che bacia il presidente della Repubblica Popolare Cinese, la Merkel che bacia Sarkozy, il leader della Korea del Nord che bacia quello della Korea del Sud, il presidente della Palestina che bacia il primo ministro israeliano, il Papa che bacia l’imam egiziano di Al-Azhar.

Benetton UnHate campaign series

Indovinate chi s’è risentito?

Si è concluso oggi il procedimento legale che il Vaticano aveva messo in atto per tutelare l’utilizzo dell’immagine del Papa: un accordo tra le parti ha sancito le pubbliche scuse della Benetton, una donazione monetaria che non fa mai male, e il ritiro urbi et orbi dell’immagine che tanto aveva “urtato la sensibilità” del Papa e dei credenti (gli insensibili la trovano qui).

Da oggi quindi “l’immagine del Papa può essere usata solo previa autorizzazione della Santa Sede”, annuncia soddisfatto l’avvocato, e c’è chi fa giustamente notare come il Papa sia ora come Topolino, che per disegnarlo occorre la previa autorizzazione della Disney.

Aspetto quindi Papa™ nelle confezioni degli Happy Meal di McDonald’s.

Intanto, frenato dal terrore degli avvocati vaticani, rinuncio a portare alla logica conclusione l’enunciato “il Papa contro unHate” e soprattutto a far partire un meme papale pomicioso; scelgo invece per il mio personale contributo alla diffusione dell’amore qualcuno di meno suscettibile, qualcuno che si fa meno problemi a comparire qua e là, abituato anzi ai contatti con la gente che tanto gli vuole bene, insomma un tipo parecchio più unHate di Benedetto XVI.

Cerca l’Italia

Ieri si è tenuto al Guggenheim Museum di New York un evento di presentazione della Apple in cui l’azienda americana ha mostrato una serie di prodotti e servizi dedicati al mondo della scuola e dell’università.

Phil Schiller, vice-presidente del settore marketing dell’azienda, ha iniziato il suo discorso dicendo che la qualità dell’istruzione statunitense non è buona come dovrebbe. Per illustrare la posizione degli Stati Uniti rispetto agli altri paesi del mondo in merito alle capacità di leggere, fare di conto e produrre ricerca scientifica, Schiller ha presentato questa classifica.

Classifica paesi per livello di istruzione

Buon divertimento a cercare l’Italia in quelle tre colonne. Non pensate di averla trovata quando c’è una “i” maiuscola, quelle sono l’Irlanda e l’Islanda.

(sì, è vero, mi diverto a tirare secchiate di escrementi addosso a questo paese, e allora?)

La più grande allegoria dell’Italia

Elementi a disposizione:

  • la Costa Crociere, prima compagnia di navigazione turistica italiana, ma ormai americana visto che le quote di maggioranza sono state vendute alla Carnival Corporation;
  • la Concordia, grandiosa e lussuosissima nave da crociera: al suo interno il più grande centro benessere del mondo, più varie opere d’arte, spesso in copia;
  • i provini a bordo per un nuovo reality di parrucchieri;
  • la manovalanza quasi interamente filippina;
  • il Comandante Francesco Schettino, recidivo a bravate da sbruffone;
  • la decisione di passare raso raso all’isola per salutare amici e parenti;
  • uno scoglio che forse era lì, forse non era lì, forse non visto, forse ignorato;
  • la risposta “Solo un problema tecnico” alla Capitaneria di Porto quando la nave stava già affondando;
  • il Comandante Schettino che abbandona la nave per mettersi in salvo;
  • Schettino che non vuole tornare a bordo e nega l’evidenza.

Se ci pensate un attimo, senza modificare o accentuare nulla, viene fuori la più grande e perfetta allegoria di questo paese.

Il naufragio della Costa Concordia

Italiani brava gente

I commenti del gruppo Facebook “Lasciate lo zio di Sarah alla folla” recitati da due robot professionisti. Le immagini sono quelle degli autori dei commenti. I testi non sono stati in alcun modo modificati.

A 1562 persone piace questo elemento

Un applauso a Santamariavideo, per un concept geniale.