~ Citazioni: quello che avrei voluto dire io, ma qualcun altro è arrivato prima. ~

La concorrenza è spietata

Commediografo: Le volevo chiedere, a che età i bambini iniziano a scrivere?
Psichiatra: Senta, c’è un romanzo assolutamente geniale scritto da un bambino di quattro anni.
Commediografo: Davvero?
Psichiatra: “Little Winky” di Horace Azpiazu.
Commediografo: Che carino.
Psichiatra: Non direi. Little Winky è un violentissimo anti-semita. La storia segue la sua iniziazione nel clan, la sua immersione dell’industria degli snuff porno e la sua definitiva degradazione per mano di un ex-carcerato nero di nome Eric Washington Jackson Jones Johnson…
Commediografo: Scritto da un bambino di quattro anni?
Psichiatra: …Jefferson.
Commediografo: Wow, scritto da un bambino di quattro anni.
Psichiatra: Beh, Azpiazu si è suicidato quando ne aveva cinque.
Charlie Kaufman
Synecdoche, New York [USA 2008]

Ecco, Kaufman si conferma il genio delle paranoie d’autore.

Le comodità dei punti esclamativi

Dio è un punto esclamativo con cui si incollano tutti i cocci rotti: se uno ci crede vuol dire che è stanco, che non ce la fa più a cavarsela da sé. Tu non sei stanca perché sei l’apoteosi del dubbio. Dio è per te un punto interrogativo, anzi il primo punto interrogativo di infiniti punti interrogativi. E solo chi si strazia nelle domande per trovare risposte va avanti; solo chi non cede alla comodità di credere in Dio per aggrapparsi a una zattera e riposarsi, può cominciare di nuovo. Oriana Fallaci
Lettera a un bambino mai nato, p. 89-90

Di questi tempi e di questi giorni, provvidenziale.

Una pagina più avanti c’è una frase che con minimi cambiamenti la adotto a definizione del mio vocabolario.

Vita:
battersi contro le comodità dei punti esclamativi.

L’intelligente e il furbo

Io i soldi posso anche decidermi a farli, tu non puoi [...] decidere a quarantadue anni di diventare intelligente. Vedi, l’intelligente, se vuole, può anche diventarlo un furbo; il furbo non può diventare intelligente, e neppure l’intelligente che s’è fatto furbo una volta può tornare indietro, mai più. Aldo Busi,
Vita standard di un venditore provvisorio di collant, p.79

Il male assoluto

Sa, Guercilena, che solo due giorni fa sono riuscito a rispondere a una domanda che mi fu fatta una quindicina di anni fa? La domanda era più o meno, “Qual è il male assoluto secondo Lei?”, farfugliai qualcosa adducendolo, accerchiando il male esclusivamente attorno a chi lo commette, ma non ero convinto, c’era qualcosa in più che andava detto, snidato, ma non ci sono mai riuscito fino all’altro ieri: il male assoluto è non fare niente per evitarlo. Chi lo vede incombere e addirittura già all’opera e non fa niente per fermarlo, è molto più maligno di chi lo fa, perché, da complice silente, obliquo, sarà uno dei tanti che trarrà vantaggio dal crimine commesso da altri con il suo correo ma non perseguibile beneplacito.Aldo Busi, altriabusi 06.11.2010

Mi sembra, oltre che un’ottima definizione, anche una valida chiusura ai discorsi che scrivevo ieri.

La pasta di cui siamo fatti

È di questa pasta che siamo fatti, metà di indifferenza e metà di cattiveria.José Saramago, Cecità, p.37

È sempre un momento importante quando ti imbatti in uno scrittore che fissa su carta quello che da tempo gironzolava nel tuo cervello.

Secondo post

Il secondo post è per lui, che inconsapevolmente dal 1913 andava scrivendo un blog.

…tutte queste apprendiste che parlano presso il loro atelier, questi giovani impiegati che ridono sotto le finestre dell’ufficio, queste servette pettorute che ritornano dalle compere pesanti, questi garzoni che fanno la loro prima commissione; tutto ciò è una stessa incoscienza diversificata in volti e in corpi distinti, come fantocci mossi da fili che li collegano alle dita della mano di un essere invisibile. Camminano con tutti gli atteggiamenti con i quali la coscienza di manifesta e non hanno coscienza di nulla perché non hanno coscienza di avere coscienza. Alcuni vecchi, altri giovani, sono della stessa età. Alcuni uomini, altri donne, sono di uno stesso sesso inesistente. Alcuni intelligenti, altri stupidi, sono tutti ugualmente stupidi.
Fernando Pessoa
Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares