~ Citazioni: quello che avrei voluto dire io, ma qualcun altro è arrivato prima. ~

La critica e la Chiesa

La critica ha in comune con la Chiesa la strana voglia di creare sempre nuovi dogmi, che mancano logicamente di qualsiasi fondamento. Essa lo fa non tanto per render ancor più stupidi i creduloni, quanto piuttosto per sfogarsi con coloro che hanno oltraggiato il dogma.Arthur Schnitzler
Lettera a Jakob Wassermann, 03.11.1924

Rifondazione arcadica

Sotto il grigio diluvio democratico moderno, che molte belle cose e rare sommerge miseramente, va anche a poco a poco scomparendo quella special classe di antica nobiltà italica, in cui era tenuta viva di generazione in generazione una certa tradizion familiare d’eletta cultura, d’eleganza e di arte.G. D’Annunzio, Il Piacere

Massimo ha il rimedio: acconciarsi come il vate. Per una rifondazione arcadica.

Uno dei modi più sfrenati e selvaggi di fare il cinema

Per quanto mi riguarda, trovo che il thrilling è uno dei modi più sfrenati e selvaggi di fare il cinema, uno dei generi che permettono all’autore di far volare in sala sulla testa degli spettatori, per molti minuti, grandi vele di irrazionale e di delirio. Contribuisce a far vacillare solide convinzioni e tranquillità, quieti modi di vivere e banali e false sicurezze. Permette di far del cinema moderno, e di indagare sui tempi narrativi, che sono oggi il campo di indagine più interessante che si possa presentare ad un autore, sia esso cineasta o musicista o attore o altro. Oggi, a distanza, ed avendo rivisto i tre film, posso dire che queste indagini risultavano più chiare nel film Quattro Mosche di Velluto Grigio ancora embrionali nei primi due film, cioè nell’Uccello dalle Piume di Cristallo (girato dal 25 agosto 1969 all’11 ottobre 1969) e nel Gatto a Nove Code (dal 3 agosto 1970 al 24 ottobre 1970). Tali ricerche, dal mio punto di vista, sono state chiarite in Profondo Rosso che è il mio ultimo film.Dario Argento,
Profondo Thrilling, 1975.

Vedi di ricordartelo, vai, Dario.

Cento cliché

‎Quando tutti gli archetipi irrompono senza decenza, si raggiungono profondità omeriche. Due cliché fanno ridere. Cento cliché commuovono.Umberto Eco,
Dalla periferia dell’impero, 1976.

Sei per dodici – quattro: l’esattezza

Dopo circa un anno, torno a citare Raymond Carver e il suo Il Mestiere di Scrivere.

Se le parole sono appesantite dall’emozione incontrollata dello scrittore, o se sono imprecise e inaccurate per qualche altro motivo, fatalmente gli occhi del lettore scivoleranno sopra di esse e non si sarà ottenuto un bel niente. Raymond Carver

L’esattezza di pensiero deve essere seguita dall’esattezza dello stile. Disciplina è quel che serve. E lentezza, per ponderare i sottintesi, le connotazioni e i suoni di ogni singolo nome, avverbio, aggettivo.

Senza dimenticare l’esattezza della punteggiatura. Dopo la visione apocalittica di Aldo Busi su una virgola messa male, il punto di Isaak Ėmmanuilovič Babel’:

Non c'è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al punto giusto. Isaac Babel.

Un punto del genere può rivaleggiare in potenza con il CUT TO BLACK cinematografico: l’assoluto dell’assertività, dopo il quale gli indici e i titoli di coda sono propaggini superflue e quasi fastidiose.

Una virgola messa male

[...] una virgola messa male o superflua altera il senso del mondo e dà adito al caos sociale, dato che, prestando il fianco a interpretazioni arbitrarie, legittima la violenza dei crudeli in cerca di un cavillo [...] Aldo Busi, La posta del cuore, Rolling Stone 09.2010

Il mistero insolubile

Dunraven, esperto in romanzi polizieschi, pensò che la soluzione del mistero è sempre inferiore al mistero. Questo partecipa del soprannaturale e finanche del divino; la soluzione, del giuoco di prestigio. Jorge Luis Borges, L’Aleph, p. 130

Dev’essere per questo che sono sempre insoddisfatto dei thriller e dei romanzi gialli, inclusi i miei.

Nulla è più triste della vita

Rileggevo Trilogia della Città di K. di Agota Kristof e, sarà il periodo, mi sono appuntato queste due pagine.

- Lei continua a parlare di rimborsi. Vorrei che parlasse d’altro. Tanto per cominciare, che cosa scrive?
- Quello che scrivo non ha nessuna importanza.
Insiste:
- Quello che mi interessa sapere è se scrive delle cose vere o delle cose inventate.
Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diventa insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, fa troppo male. Allora abbellisco tutto e descrivo le cose non come sono accadute, ma come avrei voluto che accadessero.
Dice:
- Sì. Certe vite sono più tristi del più triste dei libri.
Dico:
- Proprio così. Un libro, per triste che sia, non può essere triste come una vita. p. 273

Mi metto a letto e prima di addormentarmi parlo mentalmente a Lucas, come faccio da molti anni. Quello che gli dico è più o meno la stessa cosa di sempre. Gli dico che se è morto, beato lui, e che vorrei essere al suo posto. Gli dico che gli è toccata la parte migliore e che sono io a dover reggere il fardello più pesante. Gli dico che la vita è di un’inutilità totale, è nonsenso, aberrazione, sofferenza infinita, un’invenzione di un Non-Dio di una malvagità che supera l’immaginazione. p. 374

La felicità di Jorge Luis Borges

Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?

Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l’Atlante progetto la forma di Sumatra.

Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.

Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l’incubo che ci rivela che possiamo creare l’Inferno.

Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.

Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.

La funzione della vita e della letteratura

In un periodo di stanca creativa, cito questa intervista ad Aldo Busi che dice tutto quello che c’è da dire sulla vita e sulla letteratura.

Per me scrivere è veramente l’unica sfida possibile al vivere. Se qualcuno mi dicesse “ti racconto la storia della mia vita così tu poi la riscrivi” e parlasse per dieci ore, io utilizzerei solo i primi dieci minuti, le altre nove ore e cinquanta le metterei io. La funzione della vita è questa: di non servire a nulla. E se la letteratura ha uno scopo, è quello di farci sentire tutta la vita che ci manca, a cui abbiamo rinunciato per vivere la nostra.
Aldo Busi, Corriere della Sera 31.05.1996