~ Cazzeggio: a volte proprio da qui nascono le più brillanti intuizioni. A volte. ~

Rifondazione arcadica

Sotto il grigio diluvio democratico moderno, che molte belle cose e rare sommerge miseramente, va anche a poco a poco scomparendo quella special classe di antica nobiltà italica, in cui era tenuta viva di generazione in generazione una certa tradizion familiare d’eletta cultura, d’eleganza e di arte.G. D’Annunzio, Il Piacere

Massimo ha il rimedio: acconciarsi come il vate. Per una rifondazione arcadica.

Satyriasis: la risposta APB™ a Nymphomaniac

SATYRIASIS

Recensione immaginaria: Giochi di mano

Disclaimer: Poiché i film in sala mi annoiano troppo da farmi venire voglia di scrivere recensioni, da oggi ne scrivo di inventate. Per un nuovo dizionario del cinema italiano.

Giochi di Mano racconta la parabola del chiropratico di fama mondiale, specialista nella riabilitazione manuale, Ettore Calcanti, che si vede affidare il compito più difficile della sua carriera: quello di riabilitare l’articolazione manuale del più richiesto fluffer (per chi non sapesse cosa sia, onde evitare di rovinare una delle scene più drammatiche del film, si rimanda a un dizionario). Film d’esordio di Andrea Frescotti, è rimasto famoso per la scena della masturbazione, di 32 minuti di durata e girata a 4000fps, in cui i tendini e i muscoli coinvolti nell’atto vengono analizzati uno per uno dalla voce fuori campo del dottore mentre il fluffer ripercorre la propria carriera: nelle mani di Frescotti, la scena assurge a chiaro simbolo esistenzialista capace di soddisfare anche i palati più fini. Nell’ultimo atto il film perde molta della sua potenza e si sgonfia, e un certo autocompiacimento registico alimenta il sospetto che il film sia soprattutto un’operazione autoreferenziale di Frescotti. Da vedere con riserva.

Soddisfazioni

Pronto? Buonasera, parlo con Filippo Ulivieri? Sì, chi parla? Sono [NOME OSCURATO], si ricorda, l’editore. Ah, certo, buonasera. Buonasera, senta la chiamavo in merito al suo libro, ecco mi chiedevo se fosse ancora disponibile o se avesse trovato un editore. Sì, guardi, esce questo giovedì. Ah! Infatti, immaginavo che non fosse più libero, non avevo più avuto tempo di leggerlo, l’ho letto ora durante l’estate, è davvero molto interessante, non mi sorprende che abbia trovato un editore. Grazie, mi fa piacere sentirglielo dire, e mi fa anche piacere che l’abbia letto. Sì, prego, prego. Non l’avevo più sentita e quindi mi ero mosso diversamente. Beh, ma anche lei poteva ricontattarmi, sollecitare… Le avevo comunque mandato una scheda di presentazione di due pagine e due capitoli di prova, meno di 60 pagine… Ma mi aveva anche mandato tutto il libro, 350 pagine, non è che io avevo tempo… E comunque durante il nostro incontro a ottobre non mi era parso che le sembrasse così interessante come libro quindi ho preferito non ricontattarla. Eh, sì… ma… senta, posso chiedere chi glielo pubblica? Il Saggiatore. Aah… aaah… beh, congratulazioni, un ottimo editore. Sì, sono molto contento anche io. Allora… le faccio i miei auguri e in bocca al lupo. Crepi, e grazie mille, anche per la telefonata. S’immagini, dovere. Magari per i prossimi progetti la ricontatterò. Sì, sì, la prego, e arrivederci. Arrivederci a lei. Buonasera. Buonasera.

Mulino Bianco e la Piccola Spiga

Sulla confezione dei cracker non salati del Mulino Bianco c’è scritto “Conosci la favola di Mulino Bianco e la Piccola Spiga?” Fa così:

Intorno ad un Bianco Mulino ondeggiava felice una Piccola Spiga che desiderava tanto scoprire quale fosse il suo destino nel mondo. Un bel giorno pensò di essere utile al Bianco Mulino e si trasformò in Bianca Farina che, sapientemente lavorata, diede vita ad un morbido impasto. Dopo una lunga notte passata a lievitare sotto un candido canovaccio, stava quasi per annoiarsi, quando improvvisamente… incontrò tanti Simpatici Mattarelli che la resero sottile sottile. Ancor più felice fu di dorarsi al calore del Forno. Fu così che la Spiga capì che il suo destino era di rallegrare mamme e bambini: era diventata una fragrante Sfoglia di Grano!

Poi l’invito, “E adesso continua tu!” con un concorso per veder stampata la propria favola sulle confezioni a tiratura limitata dei cracker di prossima produzione e vincere una visita guidata agli stabilimenti Barilla di Castiglion delle Stiviere. Opperbacco, eccomi!

La Piccola Spiga e il Bianco Mulino

Intorno ad un Bianco Mulino ondeggiava felice una piccola spiga che desiderava tanto scoprire quale fosse il suo destino nel mondo. Ma un bel giorno si ritrovò all’interno del Bianco Mulino dove due enormi Macine di Granito le schiacciavano i chicchi; le sue grida erano soffocate dal crepitio vorticoso delle Macine che, concentrate sul loro compito, giro dopo giro, la trasformarono in Bianca Farina. Annegata sotto una cascata d’acqua e tirata dagli Implacabili Macchinari, Bianca Farina era ridotta ormai un impasto appiccicoso. La lasciarono tutta una notte al buio in uno stanzone dall’aria pesante, soffocata sotto un canovaccio, quando improvvisamente… arrivarono i Simpatici Mattarelli che, con una gragnola di botte, la resero sottile sottile. Era ormai allo stremo delle forze quando fu portata nel Forno dove la arsero viva. Fu così che la Spiga capì quanto fosse ingiusto il mondo, un brutto posto dove le mamme e i bambini allegri non sanno quanto dolore e crudeltà nasconda ogni Sfoglia di Grano!

Festa del papà

Dopo gli auguri a tutte le donne, i nostri auguri a tutti i papà.

Durex: Festa del papà

8 marzo: festa delle donne

Il mio regalo a tutte le donne, questa simpaticissima T-shirt.

It wasn’t our finest hour

Un articolo di Business Insider raccoglie dodici pessime pubblicità partorite da quella che viene unanimemente riconosciuta come una delle aziende con il miglior reparto comunicazione: la Apple Computers.

Ad esempio questo promo, gemello destinato alle aziende del famosissimo spot “Perché il 1984 non sia come 1984″, è una roba inqualificabile per cui stento a trovare aggettivi. E no, gli anni ’80 non sono una scusa.

Spot Apple 1984: We are Apple (Leading the way)

Lars, ti prego deprimiti!

Ho comprato il DVD di Melancholia e continuo a pensare del film tutto il bene possibile. Rivedendolo, ho anche deciso di spostarlo un posto più in su nella mia personale classifica.

Però però…

Nel retro della copertina del DVD c’è una lettera firmata da Lars in persona. Ne riporto qualche stralcio.

E’ stato come svegliarsi da un sogno. La mia produttrice mi ha mostrato una prova per il manifesto. “Che cos’è?” le ho chiesto. “E’ il film che hai fatto!” ha risposto. “Stai scherzando,” ho balbettato. Girano i trailer… le foto… che orrore. Sono sconvolto. [...] E’ sdolcinato, è un film da donna! Mi verrebbe voglia di rigettarlo come un organo trapiantato. [...] Mi sento confuso e in colpa. Che ho fatto? E’ la fine di Trier? Mi aggrappo alla speranza che in tanta melassa possa esserci una scheggia d’osso che rompe qualche dente.

Ecco, lo sapevo. La depressione è finita, è tornato il solito sbruffone fastidioso di sempre.

I love Rome

L’altro giorno ascolto senza volerlo questo dialogo della dirimpettaia coi suoi gatti:

Perché hai cagato fuori dalla sabbia? Vediamo s’oggi ho finito de puli’ ‘a mmerda vostra, eh?

Oggi una signora impellicciata (e sono 15 gradi all’ombra) ferma davanti alla vetrina di Chanel in Via del Babuino si sente apostrofare:

‘a pelliccia fàttea co’ li peli der culo!                                          

I ♥ Rome.