~ Post scritti da Filippo ~

Trailer per “Stanley Kubrick e me”

Stanley Kubrick e me - Book trailer

Produced by A Piece Beyond.
Concept by Massimo Dolce, developed by ZERO.
Camera operator & color grading: ZERO.
Editing: Massimo Dolce, Filippo Ulivieri.
Field recording: Iacopo Pineschi.
Still photograper: Francesco Rossi.
Sound design: Francesco Bancalari.
Beethoviana by Wendy Carlos arranged and performed on piano by Enrico Ciolini. Stanley Kubrick’s letters read by Andrea Bonucci.
Thanks to Unterwelt and Matteo Carnevali for his handmade custom camera dolly.

Please contact Il Saggiatore for foreign rights. More information about the book at www.emiliodalessandro.it.

Cento cliché

‎Quando tutti gli archetipi irrompono senza decenza, si raggiungono profondità omeriche. Due cliché fanno ridere. Cento cliché commuovono.Umberto Eco,
Dalla periferia dell’impero, 1976.

Gran Turismo Veloce, La Paura

Dopo solo diciannove mesi dalle riprese (…) è uscito il videoclip del primo singolo dei Gran Turismo Veloce, tratto dal loro album d’esordio Di Carne, di Anima. Gioite.

Gran Turismo Veloce, La Paura

Stanley Kubrick e Me: rivelazioni e cronache inedite dell’assistente personale di un genio

E’ disponibile da oggi in tutte le librerie Stanley Kubrick e Me, il libro che ho scritto insieme ad Emilio D’Alessandro e che racconta la sua incredibile vita al fianco di uno dei più importanti registi cinematografici.

Ho incontrato Emilio per la prima volta nel 2005 e per due anni ho intervistato lui, sua moglie Janette e i suoi figli Jon-Pierre e Marisa, raccogliendo aneddoti, segreti dai set, storie di famiglia, confidenze e affetti.

Nel 1960, a diciotto anni, Emilio va in cerca di fortuna in Inghilterra; realizzando il suo sogno diventa pilota automobilistico e gareggia contro Emerson Fittipaldi e James Hunt ma, alle soglie della Formula 1, la crisi economica lo costringe ad abbandonare il mondo delle corse. Trovato un nuovo lavoro come autista privato, Emilio accompagna registi e attori del cinema britannico fino a quando alla fine del 1970 viene convocato a casa di un certo Mr. Kubrick che lo assume in esclusiva.

Elemento indispensabile delle complicate produzioni cinematografiche, Emilio ha raccolto pensieri, timori e gioie di tutti i collaboratori di Kubrick come nel classico stereotipo del tassista confidente: l’intraprendenza di Ryan O’Neal, la spavalderia di Jack Nicholson, le crisi di Shelley Duvall messa a dura prova dagli infiniti ciak di Shining, la dedizione di Tom Cruise e Nicole Kidman al progetto Eyes Wide Shut. Emilio è stato anche un aiuto prezioso per l’organizzazione di Childwickbury, l’enorme maniero in cui il regista viveva e lavorava, e infine l’unico responsabile della gestione degli uffici privati. Leale, discreto e trasparente, Emilio si è guadagnato la fiducia di Kubrick, diventandone via via il segretario, il tuttofare, il confidente, l’amico più fidato.

Ho passato molto tempo a scrivere e riscrivere questa storia, cercando di mantenere vivo tutto il fascino, la semplicità, l’integrità e il carattere fiabesco della vita di Emilio. Al contempo biografia di una vita straordinaria e omaggio al regista, ho scelto di dare a Stanley Kubrick e Me un carattere volutamente ibrido: un libro in cui gli aspetti produttivi dei film si mischiano a quelli personali, e gli eventi della vita di Emilio si legano a quelli di Stanley, per un libro su Kubrick che prende a volte il ritmo di un romanzo.

Pubblicato da Il Saggiatore, il libro è arricchito da una prefazione collettiva che vede contributi di Ryan O’Neal, protagonista di Barry Lyndon, della costumista premio Oscar Milena Canonero, di Julian Senior della Warner Bros., dell’assistente di Kubrick Andros Epaminondas, degli scrittori Ian Watson e Candia McWilliam, responsabili degli script di A.I. Intelligenza Artificiale e Eyes Wide Shut.

Come si dice tra queste pagine: ora che l’ho scritto, qualcuno dovrà pur leggerlo. Fatemi sapere.

Soddisfazioni

Pronto? Buonasera, parlo con Filippo Ulivieri? Sì, chi parla? Sono [NOME OSCURATO], si ricorda, l’editore. Ah, certo, buonasera. Buonasera, senta la chiamavo in merito al suo libro, ecco mi chiedevo se fosse ancora disponibile o se avesse trovato un editore. Sì, guardi, esce questo giovedì. Ah! Infatti, immaginavo che non fosse più libero, non avevo più avuto tempo di leggerlo, l’ho letto ora durante l’estate, è davvero molto interessante, non mi sorprende che abbia trovato un editore. Grazie, mi fa piacere sentirglielo dire, e mi fa anche piacere che l’abbia letto. Sì, prego, prego. Non l’avevo più sentita e quindi mi ero mosso diversamente. Beh, ma anche lei poteva ricontattarmi, sollecitare… Le avevo comunque mandato una scheda di presentazione di due pagine e due capitoli di prova, meno di 60 pagine… Ma mi aveva anche mandato tutto il libro, 350 pagine, non è che io avevo tempo… E comunque durante il nostro incontro a ottobre non mi era parso che le sembrasse così interessante come libro quindi ho preferito non ricontattarla. Eh, sì… ma… senta, posso chiedere chi glielo pubblica? Il Saggiatore. Aah… aaah… beh, congratulazioni, un ottimo editore. Sì, sono molto contento anche io. Allora… le faccio i miei auguri e in bocca al lupo. Crepi, e grazie mille, anche per la telefonata. S’immagini, dovere. Magari per i prossimi progetti la ricontatterò. Sì, sì, la prego, e arrivederci. Arrivederci a lei. Buonasera. Buonasera.

Lettera ai venticinque lettori

Cari venticinque lettori,
(numero nient’affatto manzoniano, dati analytics alla mano)
non vi ho dimenticato, non ho smesso di pensarvi, semplicemente ho avuto altro da fare. Chissenefrega, direte voi, e infatti chissenefrega, certo, ma speravo vi avrebbe fatto almeno piacere sapere che vi stavo pensando. Tra l’altro non è che ho fatto cose tipo ritinteggiare casa o sbrigare pratiche commerciali, no. Ho scritto. E avendo scritto altrove, non avevo cervello di scrivere qui (d’altronde ne ho uno solo).
Se non vi siete sentiti troppo trascurati, se non volete fare gli offesi, riavvicinatevi e tra qualche tempo vi potrò dir meglio.
Con immutato rispetto,
Filippo

Meteo: arriva Caronte e si suda

Meteo: arriva Caronte a far rimpiangere Scipione.
Nel fine settimana arriva Caronte, l’anticiclone subtropicale proveniente dall’Algeria. Se Scipione ci ha fatto sudare ben più di sette camicie, il nocchiero infernale ci farà rimpiangere anche quelle. Tra venerdì 29 e sabato 30 giugno le temperature in città schizzeranno al di sopra dei 31 gradi di questi giorni, sfiorando i 37 gradi.

Padrepio suda

Il vento caldo dell’estate

Ho scoperto questa ineguagliabile canzone solo ieri, ma sto recuperando il tempo perduto ascoltandola senza sosta.

Il vento caldo dell’estate
(Alice-Messina-Battiato-Pio)

Ho chiuso le finestre
per non lasciare neanche l’aria entrare… qui.
Nel buio della stanza
si ferma la mia vita… per te.

Le mie reazioni
non le controllo più,
quanto mi manchi.

La tua coscienza è falsa
quante promesse hai fatto… bugie.
E più eri lontano
e più giuravi che il tuo mondo ero… io.

Non eri solo
un’abitudine,
quanto mi manchi.

E il vento caldo dell’estate
mi sta portando via
la Fine, la Fine, la Fine.

Così senza un motivo
non puoi dimenticare tutto a un tratto… così.
Che scherzi gioca il caldo
adesso sei sincero, adesso… sì.

Senza parole
non mi lasciare,
mi basta poco
fammi tentare.

Il vento caldo dell’estate
mi sta portando via
la Fine, la Fine, la Fine.

In sala prove coi GTV

I Gran Turismo Veloce sono tornati in patria dopo i successi del loro tour europeo. Claudio, Flavio e Massimo hanno subito ripreso possesso dei loro strumenti vintage per prepararsi al concerto di sabato prossimo a Milano. Occasione fausta per un po’ di foto al sapor d’anni ’70.

Il paese che fa nascere e morire l’UNHATE

La campagna UnHate realizzata dal Gruppo Benetton lo scorso novembre con tanto di fondazione per contribuire alla creazione di una nuova cultura contro l’odio – in fondo nient’altro che un aggiornamento del classico “fate l’amore non fate la guerra” benché fatta con gran gusto e incisività, e non ce ne sono mai abbastanza – ritraeva nella sua controparte di cartellonistica provocatoriamente e intelligentemente i leader del mondo intenti a baciarsi in bocca: Obama che bacia Chavez, Obama che bacia il presidente della Repubblica Popolare Cinese, la Merkel che bacia Sarkozy, il leader della Korea del Nord che bacia quello della Korea del Sud, il presidente della Palestina che bacia il primo ministro israeliano, il Papa che bacia l’imam egiziano di Al-Azhar.

Benetton UnHate campaign series

Indovinate chi s’è risentito?

Si è concluso oggi il procedimento legale che il Vaticano aveva messo in atto per tutelare l’utilizzo dell’immagine del Papa: un accordo tra le parti ha sancito le pubbliche scuse della Benetton, una donazione monetaria che non fa mai male, e il ritiro urbi et orbi dell’immagine che tanto aveva “urtato la sensibilità” del Papa e dei credenti (gli insensibili la trovano qui).

Da oggi quindi “l’immagine del Papa può essere usata solo previa autorizzazione della Santa Sede”, annuncia soddisfatto l’avvocato, e c’è chi fa giustamente notare come il Papa sia ora come Topolino, che per disegnarlo occorre la previa autorizzazione della Disney.

Aspetto quindi Papa™ nelle confezioni degli Happy Meal di McDonald’s.

Intanto, frenato dal terrore degli avvocati vaticani, rinuncio a portare alla logica conclusione l’enunciato “il Papa contro unHate” e soprattutto a far partire un meme papale pomicioso; scelgo invece per il mio personale contributo alla diffusione dell’amore qualcuno di meno suscettibile, qualcuno che si fa meno problemi a comparire qua e là, abituato anzi ai contatti con la gente che tanto gli vuole bene, insomma un tipo parecchio più unHate di Benedetto XVI.