Per quanto mi riguarda, trovo che il thrilling è uno dei modi più sfrenati e selvaggi di fare il cinema, uno dei generi che permettono all’autore di far volare in sala sulla testa degli spettatori, per molti minuti, grandi vele di irrazionale e di delirio. Contribuisce a far vacillare solide convinzioni e tranquillità, quieti modi di vivere e banali e false sicurezze. Permette di far del cinema moderno, e di indagare sui tempi narrativi, che sono oggi il campo di indagine più interessante che si possa presentare ad un autore, sia esso cineasta o musicista o attore o altro. Oggi, a distanza, ed avendo rivisto i tre film, posso dire che queste indagini risultavano più chiare nel film Quattro Mosche di Velluto Grigio ancora embrionali nei primi due film, cioè nell’Uccello dalle Piume di Cristallo (girato dal 25 agosto 1969 all’11 ottobre 1969) e nel Gatto a Nove Code (dal 3 agosto 1970 al 24 ottobre 1970). Tali ricerche, dal mio punto di vista, sono state chiarite in Profondo Rosso che è il mio ultimo film.Dario Argento,
Profondo Thrilling, 1975.

Vedi di ricordartelo, vai, Dario.