Disclaimer: Poiché i film in sala mi annoiano troppo da farmi venire voglia di scrivere recensioni, da oggi ne scrivo di inventate. Per un nuovo dizionario del cinema italiano.

Giochi di Mano racconta la parabola del chiropratico di fama mondiale, specialista nella riabilitazione manuale, Ettore Calcanti, che si vede affidare il compito più difficile della sua carriera: quello di riabilitare l’articolazione manuale del più richiesto fluffer (per chi non sapesse cosa sia, onde evitare di rovinare una delle scene più drammatiche del film, si rimanda a un dizionario). Film d’esordio di Andrea Frescotti, è rimasto famoso per la scena della masturbazione, di 32 minuti di durata e girata a 4000fps, in cui i tendini e i muscoli coinvolti nell’atto vengono analizzati uno per uno dalla voce fuori campo del dottore mentre il fluffer ripercorre la propria carriera: nelle mani di Frescotti, la scena assurge a chiaro simbolo esistenzialista capace di soddisfare anche i palati più fini. Nell’ultimo atto il film perde molta della sua potenza e si sgonfia, e un certo autocompiacimento registico alimenta il sospetto che il film sia soprattutto un’operazione autoreferenziale di Frescotti. Da vedere con riserva.