Cazzo che vista, sembra proprio di stare in un film. Ahh, il profumo del mare. Certo in Sardegna è meglio, ma anche qui non è male. La sabbia è pure più bianca, guarda come brilla, pare vetro. Quasi quasi era meglio se scappavo prima, meno corse, meno trambusto, un bacio con le consegne ai ragazzi. Pianificavo un’uscita in sordina, da un giorno all’altro, puf, magari restava anche un ricordo migliore. Vabbè chi se ne frega di cosa pensa quel popolo di coglioni. Già me l’immagino i titoli sui giornali. Avvocato, me li mandi che mi ci pulisco il culo. Fa un cazzo di caldo però, fammi prendere un po’ di fiato, vai, è un pezzo che cammino, fammi appoggiare lì a quell’albero. Chissà se quelli là stanno facendo quello che gli ho detto. Era meglio non dargli tutto ‘sto potere a quei due, ci mettono un attimo a voltarti le spalle, vedrai se non avevo ragione, due serpi in seno sono, vedrai. Ragazzi miei state attenti. Vabbè, se ne riparla tra qualche mese, magari un anno, dipende come lavorano i legali. E quegli altri. Calmiamoci e godiamocela ora, che altro posso fare. Guardo il mare. Bello il mare. Senti però che aria umida, porca troia, con quanto sudo mi si attacca la sabbia al culo. Ce l’avranno l’aria condizionata in hotel? Economia emergente un par di palle. Due passi dalle scimmie sono. Però cucinano bene, la cena dell’altro giorno me la ricordo ancora. Magari dopo qualche settimana a frutta e crostacei mi sarà pure andata via un po’ di pancia e ci sta che riesca a farmi qualche pelle anche qui, ah sì non sarebbe male sollazzare il papero con queste filippine. Lo sanno tutti cosa si dice delle asiatiche. Sai l’invidia di quella testa di cazzo. Voglio vedere come fa a trombare adesso. Che tanto anche lui c’ha poco a venir qui, dove altro vuoi che vada, se aspetta un altro po’ il cerchio si chiude e lo beccano. Ma sia chiaro, qui tra le palle non ce lo voglio, quel leccaculo. E’ pieno di isole, vada su un’altra. Questa è mia, magari me la compro, sì, sì, me la compro, finale perfetto. Mi mancava solo un’isola, in effetti. E poi mi ci faccio re per davvero, con tutte le carte e la corona stavolta. Sai le risate. Mi faccio pure lo stemma araldico, ci metto una bella palma dritta e dura con due noci di cocco che penzolano, come quelle lassù, viste da qui sotto paiono proprio due coglioni, non ci avevo mai fatto caso, tu guarda alle volte la natura. Le noci di cocco. Mi pare di ricordare che qualcuno mi aveva detto che se te ne cade una in testa ti può ammazzare.