Ieri sera sono andato all’anteprima romana del film horror L’Altra Faccia del Diavolo, recente e molto pubblicizzata variazione indipendente sul sempreverde filone degli esorcismi.

Per promuovere il film, che in America ha fatto inaspettate faville al botteghino, la Universal Pictures ha organizzato una proiezione gratuita a invito al Cinema Farnese di Campo de’ Fiori, addobbato per l’occasione con tappeti rossi disposti a croce, ceri funebri e drappi neri. Durante l’attesa, un figurante in abiti talari cercava di tenere a bada una Bibbia dispettosa che continuava a prendere fuoco e una pia sorella distribuiva ostie ai più devoti e aspergeva gli altri con boccetta d’acqua santa.

Ora, io mi sono divertito: la messinscena era ben fatta, i ceri accesi a terra creavano una bella atmosfera, la vetrata con rosone proiettata su una parete della sala cinematografica era notevole e il buffet a pane e vino è stato sicuramente gradito dai più – non da me, detesto il vino rosso; la sorella mi ha bollato come infedele e io ho mostrato pronto pentimento mangiando un’altra ostia.

Lo so che a caval donato non si guarda in bocca (ci hanno anche regalato una borsa e una maglietta), ma non posso tacere quanto il film sia indifendibile. Nonostante le scene di esorcismo fossero valide a dispetto dell’esiguo budget e malgrado in un paio di sequenze si avvertisse un inizio di inquietudine e suspense, la sceneggiatura era talmente ridicola, infarcita di assurdità e salti logici, che dopo la prima mezz’ora ho smesso di chiedermi perché i personaggi continuassero a litigare e prendere decisioni idiote. Il doppiaggio poi era così artefatto e mal missato che era impossibile credere anche solo per un momento alla messinscena da finto documentario.

Sì, ancora il found footage. Lo possiamo dire? Non se ne può più. Il filone delle videocassette ritrovate, delle bobine rinvenute, delle riprese amatoriali, delle immagini da telecamere di sorveglianza e della troupe documentaristica che segue il protagonista ha esaurito in pochi anni, a causa di un esasperante sovradosaggio, qualsiasi appeal e efficacia.

Inoltre, quando questo stile non è adeguatamente supportato da tutti gli altri elementi della messinscena, come accade in questo L’Altra Faccia del Diavolo dove spuntano continuamente nuove telecamere e altre spariscono dalla scena per non impallare le riprese, alla noia si somma l’irritazione: ci si sente inequivocabilmente presi in giro.

Non spendiamo poi parole né sulle “cavolate romane”, con nomi e logistica totalmente irreali che il film parrebbe essere girato a Paperopoli, né sull’imbarazzante finale del film: basta menzionare le continue risatine e il boato di mugugni a fine proiezione.

Mi spiace rovinare il trend social e il marketing viral del film con questo mio post, però cari press-agent pensateci due volte prima di affidare alla rete la promozione di una bufala: la regola del passaparola, che è la stessa da secoli checché lo vestiate di neologismi contemporanei, vuole che sia indubbia la qualità del prodotto; se il film è scadente, fareste bene a usare la tattica del “prendi i soldi e scappa” (creare attesa, molte sale occupate, una settimana in programma, addio). Voglio proprio vedere se riescono a trovare qualche faccia spaventata nelle riprese che hanno fatto in sala. Se ne vedete una annoiata, è la mia.

L’Altra Faccia del Diavolo, di William Brent Bell [USA 2012]
Voto: 4. il found footage al suo peggio, con script risibile.

PS: Visti i soldi che ‘sto film ha macinato in America, mi chiedo se non sono io ad aver perso definitivamente contatto coi gusti del grande pubblico. Ovviamente mi rispondo prontamente che in realtà è il pubblico ad aver perso capacità di giudizio, ci mancherebbe.

PPS: a metà film una ragazza seduta qualche fila avanti a me si è alzata per andarsene; fatti due passi incerti in penombra ha sbattuto sul radiatore e si è accasciata a terra. Una sua amica l’ha vista, ha urlato “Oddio!” e si è precipitata su di lei. Due agenti della security sono accorsi e le hanno sollevato le gambe trascinandola fuori dalla sala. “Seh vabbè!” ha commentato la mia vicina, interpretando il pensiero di tutti. Ma no, la ragazza si era sentita male veramente. Memo: non svenite più ai film con gli esorcismi, perché rischiate che la gente non vi soccorra.