~ Archivio di gennaio 2012 ~

I love Rome

L’altro giorno ascolto senza volerlo questo dialogo della dirimpettaia coi suoi gatti:

Perché hai cagato fuori dalla sabbia? Vediamo s’oggi ho finito de puli’ ‘a mmerda vostra, eh?

Oggi una signora impellicciata (e sono 15 gradi all’ombra) ferma davanti alla vetrina di Chanel in Via del Babuino si sente apostrofare:

‘a pelliccia fàttea co’ li peli der culo!                                          

I ♥ Rome.

Cerca l’Italia

Ieri si è tenuto al Guggenheim Museum di New York un evento di presentazione della Apple in cui l’azienda americana ha mostrato una serie di prodotti e servizi dedicati al mondo della scuola e dell’università.

Phil Schiller, vice-presidente del settore marketing dell’azienda, ha iniziato il suo discorso dicendo che la qualità dell’istruzione statunitense non è buona come dovrebbe. Per illustrare la posizione degli Stati Uniti rispetto agli altri paesi del mondo in merito alle capacità di leggere, fare di conto e produrre ricerca scientifica, Schiller ha presentato questa classifica.

Classifica paesi per livello di istruzione

Buon divertimento a cercare l’Italia in quelle tre colonne. Non pensate di averla trovata quando c’è una “i” maiuscola, quelle sono l’Irlanda e l’Islanda.

(sì, è vero, mi diverto a tirare secchiate di escrementi addosso a questo paese, e allora?)

Il mistero insolubile

Dunraven, esperto in romanzi polizieschi, pensò che la soluzione del mistero è sempre inferiore al mistero. Questo partecipa del soprannaturale e finanche del divino; la soluzione, del giuoco di prestigio. Jorge Luis Borges, L’Aleph, p. 130

Dev’essere per questo che sono sempre insoddisfatto dei thriller e dei romanzi gialli, inclusi i miei.

Dispetto 7: Non scorderò mai I Sette Nani

Dispetto n. 7: “Non scorderò mai i Sette Nani”
Individuato in soli 3 minuti da Filippo

La più grande allegoria dell’Italia

Elementi a disposizione:

  • la Costa Crociere, prima compagnia di navigazione turistica italiana, ma ormai americana visto che le quote di maggioranza sono state vendute alla Carnival Corporation;
  • la Concordia, grandiosa e lussuosissima nave da crociera: al suo interno il più grande centro benessere del mondo, più varie opere d’arte, spesso in copia;
  • i provini a bordo per un nuovo reality di parrucchieri;
  • la manovalanza quasi interamente filippina;
  • il Comandante Francesco Schettino, recidivo a bravate da sbruffone;
  • la decisione di passare raso raso all’isola per salutare amici e parenti;
  • uno scoglio che forse era lì, forse non era lì, forse non visto, forse ignorato;
  • la risposta “Solo un problema tecnico” alla Capitaneria di Porto quando la nave stava già affondando;
  • il Comandante Schettino che abbandona la nave per mettersi in salvo;
  • Schettino che non vuole tornare a bordo e nega l’evidenza.

Se ci pensate un attimo, senza modificare o accentuare nulla, viene fuori la più grande e perfetta allegoria di questo paese.

Il naufragio della Costa Concordia

7 Link Project

Mi sono accorto solo ora che Michele Settepani di Il Pensatoio mi aveva lanciato la palla di una catena tra blog che aveva avuto luogo l’anno scorso.

Mettere in evidenza 7 vecchi post del nostro blog che rientrino nelle categorie elencate dando un minimo di motivazione, due parole, quattro chiacchiere, una giustificazione, insomma quello che vi salta in testa! Dopo di che passate la palla ad altri 7 blog. 7 Link Project

Ringrazio Michele e sfrutto l’occasione per ripescare qualche vecchio post per i lettori più nuovi e fare una sorta di amarcord dopo circa un anno dalla nascita di questo blog.

1. Il post il cui successo mi ha stupito

Sono in realtà stupito di avere gente che legge quando vengo qui a tirare lo sciacquone del mio cervello. Se proprio devo scegliere, la recensione di Il Cigno Nero è il secondo post che ha ricevuto più visite, piuttosto singolare per una recensione che era semplicemente una serie di appunti di nessuno2001 sul film (ma né io né lui ci illudiamo e sappiamo che il merito è tutto di Google).

2. Il mio post più popolare

Dipende cosa si intende per popolare. Se guardo la classifica dei post più letti, cosa che sui blog è sempre un po’ un problema visto che per la maggior parte si leggono in RSS o direttamente sulla home, vedo che è primo posto è preso dal post sull’arresto per stalking del direttore di Pontifex. Non posso che godere nuovamente per un post che mi aveva dato una soddisfazione orgasmica.

3. Il mio post più controverso

A giudicare dall’interessantissimo battibe dibattito nei commenti, direi che vince il post sull’escalation omofobica (o anche intelligenzofobica) del nostro paese (rigorosamente con la minuscola) del maggio dell’anno scorso. Di nuovo applausi a Militia Christi.

4. Il mio post più utile

Spero che sia utile la filippica contro il 3D (con prologo e conclusione), ma è pura utopia. Ripeto, Pubblicità Progresso: Ogni giorno nel mondo decine di capolavori del passato cadono vittime del 3D. Aiutaci anche tu a fermare questo scempio.

5. Il post che secondo me non ha avuto l’attenzione che meritava

Sono due: sul versante faceto, tutta la serie di Padrepio (i Padrepii) che secondo me ha del geniale ma non riscuote il giusto successo a giudicare dai commenti ricevuti (sostanzialmente nessuno). Sul versante serio (ma potrebbe esser vero anche l’opposto), la triade di recensioni di nessuno2001 per Koyaanisqatsi, Powaqqatsi e Naqoyqatsi su cui si era impegnato molto e non hanno generato né visite (nonostante siano tra le pochissime pagine italiane sull’argomento) né commenti; il pubblico ha detto stiqatsi.

6. Il mio post più bello

Siccome siamo un blog collettivo, e i co-autori sono molto invidiosi, sono obbligato a segnalarne almeno uno per ciascuno: Le Quattro Stagioni di Oliviero, Redenzione di Marcel, Switched on Different Trains di Massimo. Io e nessuno2001 barattiamo il nostro spazio, già coperto negli altri punti, con altri due post belli belli, L’ultimo amante di Banana Yoshimoto di Marcel e Universi Paralleli di Oliviero. Di NiK avete gli intermezzi e i dispetti.

7. Il post di cui vado più fiero

Secondo episodio in cui la società italiana mi stana: il post sulle polemiche dopo l’intervento di Peppino Englaro a Vieni Via Con Me; impregnato di sana incazzatura toscana fin dal titolo, è stato ripreso parola per parola su vari siti, il che mi fa sentire da un lato onorato e dall’altro semplicemente meno solo. Vado anche particolarmente fiero di quell’immagine delle suorine che innaffiano una persona come vera immagine dello stato vegetativo difeso con violenza dai cattolici.

…passo la palla a:

I sette blog che coinvolgo (probabilmente fuori tempo massimo) nel giochino:

  1. Mulholland Dave perché rasenta il genio;
  2. I 400 Calci perché anche a me piace il cinema di genere;
  3. Cronache dalla libreria perché più lo leggo più mi piace;
  4. Friday Prejudice perché punto di riferimento per le uscite al cinema;
  5. Larvotto per la sua marvellicious fuffa;
  6. Davvero Davvero perché quel che dice mette in moto il cervello;
  7. Altriabusi perché mi raddrizza l’asse del mondo.

Che vita di merda (2001/2006)

Un pezzo originariamente scritto per Marco Masini, che urla “Che vita di merda” nel suo aggraziato modo. Composto nel 2001, rimasterizzato intorno al 2006.

Nulla è più triste della vita

Rileggevo Trilogia della Città di K. di Agota Kristof e, sarà il periodo, mi sono appuntato queste due pagine.

- Lei continua a parlare di rimborsi. Vorrei che parlasse d’altro. Tanto per cominciare, che cosa scrive?
- Quello che scrivo non ha nessuna importanza.
Insiste:
- Quello che mi interessa sapere è se scrive delle cose vere o delle cose inventate.
Le rispondo che cerco di scrivere delle storie vere, ma, a un certo punto, la storia diventa insopportabile proprio per la sua verità e allora sono costretto a cambiarla. Le dico che cerco di raccontare la mia storia, ma che non ci riesco, non ne ho il coraggio, fa troppo male. Allora abbellisco tutto e descrivo le cose non come sono accadute, ma come avrei voluto che accadessero.
Dice:
- Sì. Certe vite sono più tristi del più triste dei libri.
Dico:
- Proprio così. Un libro, per triste che sia, non può essere triste come una vita. p. 273

Mi metto a letto e prima di addormentarmi parlo mentalmente a Lucas, come faccio da molti anni. Quello che gli dico è più o meno la stessa cosa di sempre. Gli dico che se è morto, beato lui, e che vorrei essere al suo posto. Gli dico che gli è toccata la parte migliore e che sono io a dover reggere il fardello più pesante. Gli dico che la vita è di un’inutilità totale, è nonsenso, aberrazione, sofferenza infinita, un’invenzione di un Non-Dio di una malvagità che supera l’immaginazione. p. 374

Come in cielo così in terra

Come in cielo così in terra.
Come in cielo così in terra.
Piazza S.Pietro, Roma, 22.01.2005

Questi non li scorderò mai

Quando pensi ai più grandi momenti di un film, credo che quasi sempre sceglierai quelli che hanno a che fare con le immagini piuttosto che con le scene, e di certo mai quelli incentrati sulle parole. Ciò che un film fa meglio è utilizzare le immagini con la musica, e credo che questi siano i momenti che si ricorderanno.Stanley Kubrick, Modern Times, Sight & Sound 1972

Irreversible, Gaspar Noé: epilogo

Antichrist, Lars von Trier: prologo

Apocalypse Now!, Francis Ford Coppola: Le Valkirie