In barba ai vari Hostel e ai suoi innumerevoli epigoni, lo spagnolo Secuestrados è un film che fa davvero male. Per turbare lo spettatore non serve aprire una macelleria né oltrepassare il limite del disgusto: è invece necessario creare dei personaggi per cui tener parte e fargliene passare di ogni.

Il regista Miguel Ángel Vivas e lo sceneggiatore Javier García fanno la prima cosa in cinque minuti con rara maestria, poi spendono i restanti settanta in un crescendo di sorprese e cattiveria senza mai perdere ritmo. Non c’è spazio non dico per un sorriso ma neanche per riprender fiato: un’ora e un quarto tiratissima e oggettivamente faticosa.

Se ci aggiungete un sapientissimo uso del piano sequenza, così meravigliosamente non virtuosistico che passa inosservato ma lascia il segno, otterrete una gran bella lezione di sadismo cinematografico. Guardare a vostro rischio e pericolo, alla fine si resta così:

Secuestrados

Secuestrados, di Miguel Ángel Vivas [Spagna 2010]
Voto: 8. agghiacciante horror di impressionante bravura.