Dopo la classifica dei titoli peggio tradotti del 2010 ho deciso di istituire il premio “Se mi qualcosi, ti qualcos’altro” dedicato alle straordinarie fatiche creative dei titolisti italiani, autori di assoluti capolavori di traduzione per i titoli di film provenienti da ogni parte del mondo.

L’anno cinematografico 2010/2011, chiuso il giugno scorso, ahimé non ha riservato particolari perle.

Zack & Miri Makes a Porno, titolo che da solo aveva garantito l’acquisto della sceneggiatura di Kevin Smith da parte della Miramax, è diventato Zack & Miri – Amore a… primo sesso!, confermando come i titolisti italiani non solo siano bigotti ma pensino pure che il pubblico cinematografico vada trattato come quello di La Sai L’Ultima? con Pippo Franco. Nello stesso filone barzelletta Parto col folle per Due Date.

Tornano i vituperati puntini di sospensione per No Strings Attached che diventa Amici, amanti e… (stocazzo). Lo stravagante mondo di Greenberg è lo stravagante titolo di merda di Greenberg (cit. FridayPrejudice), poi si prosegue con tristezze assortite quali Mia Moglie Per Finta (era Just Go With It), Carissima Me (L’âge De Raison) e Segui il Tuo Cuore (Charlie St. Cloud). Saccarina, a me!

Titoli così mosci che mi rifiuto di assegnare il premio. A meno di non darlo simbolicamente al film italiano con Emilio Solfrizzi (chi?) e Belen Rodriguez (ah beh), che pare aver preso ispirazione da questo medesimo pregevole riconoscimento: Se Sei Così, Ti Dico Di Sì. Ma non glielo do per antipatia.

In attesa di un miglior anno 2011/2012, vi lascio con una recentissima perla che fa ben sperare per il futuro: il film di Matt Reeves Let Me In, remake dello svedese Lasciami Entrare (il cui titolo originale si traduce come “Lascia Entrare Quello Giusto”), è stato acquistato dalla Filmauro che, ovviamente, ha pensato di tradurlo come Amami, Sono Un Vampiro. Non fa una piega. Sommersa dalle pernacchie ha poi cambiato idea riproponendolo come Blood Story, confermando il felicissimo trend di proporre un titolo inglese diverso per un film già inglese (e in questo caso già conosciuto da tutti come Let Me In). Si spera che non glielo vada a vedere nessuno.

All’anno prossimo!