I film su Batman diretti da Christopher Nolan non mi sono mai piaciuti. Il primo era tecnicamente ineccepibile ma narrativamente un accumulo di scene senza una vera direttrice emotiva: prima scena seguita dalla seconda scena seguita dalla terza scena, e avanti così all’infinito senza mai un’impennata di ritmo o di pathos. Il secondo mi ha lasciato ancor più freddo nonostante un tripudio di scene d’azione, di colpi di scena e di personaggi in pericolo.

In definitiva, hanno fallito l’obiettivo di coinvolgermi emotivamente. Mi spiegavo questa cosa con un difetto di struttura narrativa e di messinscena sbrigativa: la prima non consente all’emozione dello spettatore di crescere perché non mette alcun puntello solido da cui la scena successiva possa partire e crescere, la seconda non pone attenzione al ciclo emotivo dei personaggi, impedendo tanto l’immedesimazione quando l’empatia.

Oggi un amico mi ha passato questo video che spiega, da un punto di vista grammaticale e in modo ineccepibile, perché io fossi completamente disinteressato agli eventi narrati dal film. La messinscena di Nolan e il lavoro del montatore hanno fatto un casino totale ignorando o sovvertendo le basilari leggi di organizzazione spaziale. Non si tratta di errori di continuità ma di una scarsa capacità di costruire un’azione all’interno di uno spazio.

Può anche succedere il finimondo sullo schermo, ma se non mi trascini dentro l’azione dandomi informazioni corrette a me non frega nulla, non ti seguo. E’ come raccontare qualcosa saltando qua e là a casaccio nell’ordine temporale: non puoi pretendere che la tua storia mi coinvolga se fai di tutto – anche inconsapevolmente – per confondermi le idee.

Caro Nolan, così facendo mi butti costantemente fuori dallo schermo.

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Si potrebbe anche infierire ricordando come Nolan stia sempre a dire nelle interviste che il suo obiettivo è creare scene d’azione realistiche e quanto poco sia interessato alla computer graphic preferendo far tutto dal vivo perché solo così si ottiene un buon risultato. Ma oggi siamo buoni e la chiudiamo qui.