In estate, si sa, il gossip va per la maggiore. E allora cediamo anche noi cinéphiles al fascino del pettegolezzo di basso livello, scendiamo tre o quattro (anche cinque vai) gradini della scala d’eleganza ma facciamolo in compagnia dei nostri amici: i registi cinematografici.

Questo articolo elenca i 30 peggiori insulti della storia del cinema, da regista a regista. Quando non se le mandano a dire, i nostri se le dicono così:

Werner Herzog su Abel Ferrara: “Non ho la minima idea di chi sia Abel Ferrara. Lasciamolo combattere contro i mulini a vento… Non ho mai visto un suo film. Non ho idea di chi sia. E’ italiano? E’ francese? Ma chi è?”

Vincent Gallo su Martin Scorsese: “Non lavorerei per Martin Scorsese nemmeno per 10 milioni. Non fa un film decente da venticinque anni. Non lavoro con gli egocentrici del passato.”

Vincent Gallo su Sofia (e Francis Ford) Coppola: “A Sofia Coppola piace chiunque abbia ciò che le serve. Se vuole essere una fotografa, si scoperà un fotografo. Se vuole essere un regista, si scoperà un regista. E’ un parassita, proprio come quel grassone di suo padre.”

Jacques Rivette su Stanley Kubrick: “Kubrick è una macchina, un mutante, un marziano. Non ha il minimo sentimento umano. Ma è bello quando la macchina filma altre macchine, come in 2001.”

Jacques Rivette su James Cameron (e Steven Spielberg): “Cameron non è male, non è un coglione come Spielberg. Vuole diventare il nuovo De Mille. Sfortunatamente per lui non sa dirigere manco il traffico.”

Jean-Luc Godard su Steven Spielberg: “Non lo conosco di persona. Non penso che i suoi film siano particolarmente validi.”

Ingmar Bergman su Jean-Luc Godard: “Non ho mai cavato nulla dai suoi film. Mi sembrano artefatti, intellettualmente fasulli, completamente morti. Cinematograficamente non interessanti e infinitamente noiosi. Godard è di una noia mortale. Fa film per la critica. Uno dei suoi film, Il Maschio e la Femmina, è stato girato qui in Svezia. E’ così noioso da farti uscire fuori di cervello.”

David Cronenberg su M. Night Shyamalan: “Quello lì lo ODIO. Prossima domanda?”