~ Archivio di agosto 2011 ~

Gmork dilaga nelle province italiane

La manovra anticrisi del Governo prevede l’abolizione delle province che non superano i 300.000 abitanti. Citando da un articolo di Repubblica si legge:

Sarebbero 37 le province italiane da abolire. [...] La più grande (293.061 abitanti) sarebbe Pistoia, seguita da Piacenza (289.875), l’ultima a “salvarsi” sarebbe L’Aquila con 309.820 abitanti. La più piccola (57.975 residenti) è la provincia sarda dell’Ogliastra di recente costituzione preceduta da Isernia (Molise) che ne conta 88.964. Le province sarde sarebbero le più penalizzate, sparirebbero quasi tutte quelle di nuova costituzione. [...] La situazione più strana, probabilmente, si verificherebbe in Liguria dove sparirebbero tre province su quattro: Savona, La Spezia e Imperia. Resterebbe, ovviamente, Genova [...] Lo stesso discorso dovrebbe riguardare l’Umbria (dove rimarrebbe solo Perugia) e la Basilicata con Potenza (cancellata Matera). Il Molise (via Campobasso e Isernia) resterebbe addirittura senza province.

Provate a rileggerlo pensando che queste province spariscano davvero, ma davvero davvero, colpite da asteroidi o ingoiate dal nulla, tipo Gmork della Storia Infinita. Puf, non ci sono più. E’ un gioco bellissimo.

Gmork dilaga nelle province italiane

Enter The Void: magari la morte fosse un trip

Gaspar Noé, il cui precedente Irreversible svetta al vertice della mia personale classifica, è il solo regista che mi viene in mente quando penso alla parola inglese “uncompromising” troppo spesso usata a sproposito e con leggerezza. Ha un’idea e il coraggio di restarci fedele fino alla fine nonostante tutto, inclusa la fruibilità dell’opera da parte del pubblico. Inoltre non ha la minima remora a esagerare, requisito che trovo essenziale per provare a toccare l’assoluto.

Coerenza è un’altra parola che si associa perfettamente al suo cinema: ogni film (ma anche ogni cortometraggio, ogni videoclip e ogni spot che gira) si appoggia al precedente, in modo perfino sfacciato riciclando inquadrature ed effetti, e partecipa alla costruzione di un universo di personaggi allo sbando, potente e disturbante.

Enter The Void è così un altro passo avanti nella direzione che Noé ha intrapreso fin dal suo esordio col mediometraggio Carne. Di più: risulta perfino la chiave per riconsiderare i suoi film precedenti. Al contempo però non è né l’apice né la summa del suo cinema e soprattutto è un film imperfetto, cosa che, lungi dall’essere un male, ci dà all’opposto la rassicurante sensazione che non abbiamo ancora visto la conclusione della sua parabola artistica.

Enter The Void: trailer

La storia: Oscar, piccolo spacciatore a Tokyo, viene ucciso in una retata: la sua mente ripercorre la sua vita e, suggestionata dalla lettura del Libro Tibetano dei Morti, inizia un viaggio tra passato, presente e futuro per non lasciar sola la sorella Linda, attorno cui volteggia come uno spirito.

La prima metà del film è oggettivamente travolgente. La parola ENTER scritta su un’insegna al neon è l’inizio di un trip psichedelico e allucinogeno di rara potenza. Le recensioni estere avevano assolutamente ragione: siamo di fronte a un artista che sta provando a dare al pubblico qualcosa che non ha mai visto prima, qualcuno che sta davvero facendo qualcosa di nuovo col medium, spingendosi molto in là senza aver paura di sbatter contro la videoarte.

E’ stato tirato in ballo il viaggio oltre l’infinito di 2001: Odissea nello Spazio, e a ragione. A parte l’indubbia qualità estetica dei momenti di trip del film di Noé, si ravvisa una simile ambizione e un simile desiderio di avvolgere il pubblico nelle proprie visioni.

E scrivere di Enter The Void è un po’ come scrivere di 2001: sostanzialmente inutile. Sono opere così squisitamente cinematografiche che meritano solo di esser viste. Tentare di spiegare a parole o anche solo semplicemente di descrivere e raccontare le immagini del film rischia di essere un’opera di traduzione forzata di un’opera intraducibile. (Penso spesso che la critica cinematografica sia proprio una cattiva traduzione di una lingua in un’altra, e in questo caso mi sembra verissimo. Per lo stesso motivo non ho scritto nulla su The Tree of Life di Terrence Malick dopo essermi baloccato per un po’ con l’idea di chiudere un post dicendo semplicemente: “Malick a 67 anni è in grado di fare un film più sperimentale di chi ne ha 30.”)

Enter The Void è un’unica lunghissima soggettiva tripartita, reale nelle scene prima della morte di Oscar (e la radicalità di Noé impone anche battiti di ciglia), mentale nei flashback sulla sua infanzia (con l’ingombrante nuca del protagonista in primo piano) e spirituale nei volteggi in plongée attraverso Tokio (Noé perfeziona e amplifica quanto già tentato all’inizio di Irreversible).

Se le soggettive reali hanno il gusto infantile di un trucco ben riuscito – Noé si diverte a mostrare quanto perfetta sia la sua inquadratura mettendo il protagonista davanti a uno specchio – le soggettive mentali sul passato sono il primo colpo da maestro: si dice comunemente che in punto di morte si veda la propria vita come un film, quindi Noé inquadra il protagonista di nuca, ricostruendo per lo spettatore la visione cinematografica classica in sala, con il pubblico della fila davanti che copre parzialmente il film.

Enter The Void: flashback sul passato

Merita spendere qui due parole per lodare la sconvolgente capacità di Noé di creare e sviluppare un genuino senso di affetto tra i personaggi con pochissimi elementi: i flashback sull’infanzia e adolescenza di Oscar e Linda sono uno dei momenti di cinema più violentemente emotivi che abbia mai visto, al pari della ineguagliata intimità di Monica Bellucci e Vincent Cassel nell’inizio/fine di Irreversible.

Terze, le soggettive spirituali che attraversano palazzi e si avviluppano attorno ai personaggi, radicali anch’esse – si impiega sempre un tempo realistico per volteggiare da un punto all’altro di Tokyo – fino al punto di dare sui nervi e implorare un’ellissi, si agganciano al film precedente portano a riconsiderarne il prologo, che vantava una altrettanto mobilissima camera fluttuante in aria, come la visione dello spirito di Alex (Bellucci) o Alex (Cassel).

Sempre da Irreversible, Enter The Void prende lo spiegone iniziale: un lungo monologo di un personaggio che introduce tutti i temi del film. Qui tocca all’amico spacciatore raccontare per filo e per segno quello che secondo il Libro Tibetano dei Morti succede all’anima dopo la morte del corpo e che Oscar percepirà nelle successive due ore di film: quasi uno spoiler colossale che pare un madornale errore di sceneggiatura. Ma non lo è: al pari di Mulholland Dr. di David Lynch che sfruttava le convenzioni cinematografiche per dare realtà al sogno/incubo della protagonista per poi rivelarlo tale solo negli ultimi minuti di film, il racconto dell’esperienza post mortem e pre-reincarnazione come previsto dal Buddismo è largamente ingannevole tanto per Oscar quanto per lo spettatore, imboccando a quest’ultimo una interpretazione del film che solo apparentemente mette tutti i pezzi a posto.

Seguendo la lettura preparata dal monologo iniziale, Enter The Void risulta meramente una illustrazione visionaria della metafisica orientale, ma in realtà il suo nucleo è ben più nichilista e disperato. Il finale, con il vagito interrotto bruscamente dalle parole THE VOID, sta lì a suggerire che il vuoto non è la morte, ma la stessa vita. E poi buio e a casa. Genio.

Enter The Void, di Gaspar Noé [FR 2009]
Voto: 8. Cinema allo stato puro, ambizioso, imperfetto, imperdibile.

Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate

Federico Dean, triestino, di 41 anni, lunedì 1 agosto era andato sul Montasio, la più bella cima delle Alpi Giulie, per disperdere le ceneri del fratello minore morto in un incidente stradale l’11 giugno scorso in Messico, ma è morto lui stesso colpito da un fulmine sulla scala Pipan che conduce alla vetta del monte. [...] Dean – che lascia la moglie e un figlio – aveva scelto lo Jof di Montasio perché era la cima più amata dal fratello [...] Dopo aver deposto una piccola targa ricordo e scattato alcune foto, [ha] deciso di scendere dalla scala Pipan. Un fulmine ha però colpito in pieno Dean che è stato letteralmente strappato dalla parete. E’ precipitato per un centinaio di metri morendo all’istante per le ferite riportate alla testa e in varie parti del corpo.
FVGNotizie, 2 agosto 2011

Ora, capisco che dalla prospettiva siderale che ti sei riservato fare dispetti a noialtri sia come schiacciare le formichine col dito a tre anni, ma ti garantisco che fai più bella figura a non esistere.

Un Gran Bel Pezzo (2001)

 
Un Gran Bel Pezzo
Il mal di testa e la sciolta,
un cerchio intorno alla testa,
la sigaretta dopo il caffè,
mi siedo piano sopra il bidet.
E’ freddo al tatto!
Ho bisogno di tè.

Il direttore di Pontifex arrestato per stalking

Pare ormai accertato che l’uomo arrestato per stalking a Bari rispondente alle iniziali B.V. sia Bruno Volpe, direttore del giornale online Pontifex, uso a lanciare insulti, crociate, anatemi contro progressisti, omosessuali, ebrei, donne e qualsiasi altro essere vivente non rispondente al dogma del maschio cattolico reazionario e violento.

Ci piace riportare uno stralcio dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno che ha dato la notizia:

Si è invaghito di una giovane di 26 anni, tanto da renderle la vita impossibile, tempestandola di sms, telefonate, e-mail, aggressioni, proposte immorali [...] L’uomo, B.V., 49 anni, [...] è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori. [...] Innanzitutto le ha chiesto più volte il numero di cellulare. Quindi lo stalker ha iniziato a rendere più ossessive le sue molestie con proposte oscene ad inequivocabile sfondo sessuale, maree di e-mail ed sms, telefonate e squilli effettuati in qualsiasi ora del giorno e della notte, fino al messaggio macabro: un fegato di animale messo vicino al citofono della vittima. [...] L’epilogo della vicenda è avvenuto nella tarda serata di ieri, quando una pattuglia della Stazione Picone, in transito nella via in cui abita la vittima, ha sorpreso lo stalker mentre, con una bomboletta di vernice a spray, scriveva frasi ingiuriose sul muro perimetrale del condominio della donna e disegnava delle croci sul citofono.

Potremmo trarre spunto per una seria e documentata analisi che indichi come quasi sempre chi accusa gli altri di essere un perverso stia in realtà annunciando la propria immoralità, potremmo anche ragionare criticamente sulla caduta dei valori di chi si pone come loro difensore, potremmo magari andare a sbertucciare le varie persone che si erano prestate a parlare di integrità e decadenza col buon Volpe (non dico i tanti vescovi, capirai, ma vipponi quali Iva Zanicchi o Pippo Franco o Albano Carrisi o Fabrizio Frizzi, insomma la crème de la crème, nonché politici illuminatissimi quali Carlo “Ikea” Giovanardi e Paola “cilicio” Binetti), potremmo perfino andare a ripescare i peggiori articoli scritti negli ultimi mesi e misteriosamente scomparsi dal sito per non compromettere ulteriormente la posizione del Volpone, potremmo sennò far cadere l’attenzione su quelle croci disegnate sul citofono, chissà che ne penserà il Signoriddio, potremmo infine anche solo puntualizzare quanto squallido sia per un cinquantenne andare a rompere il cazzo a una che potrebbe essere sua figlia, ma in questo momento preferiamo piuttosto abbandonarci a un orgasmo multiplo superaccessoriato carpiato in aria con doppio avvitamento testicolare.

Piccole gioie sadiche

Sono un animalista convinto ma quando mi capita di tramortire una zanzara con una cuscinata è più forte di me, devo strapparle le ali, poggiarla per terra e guardarla morire di stenti.

Padrepio in vacanza: Lavallette, New Jersey

Padrepio in vacanza a Lavallette, NJ: Sono un po' stanchino.
Padrepio in vacanza a Lavallette, New Jersey, USA:
Sono un po’ stanchino.

L’assedio

Stamattina mi hanno suonato per propormi di cambiare operatore telefonico. E’ la terza volta in due settimane: prima Tele2, poi l’ACEA per la fornitura unica di luce e gas (seconda volta in sei mesi) e oggi Infostrada.

Ti sei fatto togliere dagli elenchi per la legge sulla privacy, ti sei anche iscritto al registro delle opposizioni, ma niente, questi ti suonano a casa.

Next step: Vengono fuori dalle pareti, vengono fuori dalle fottute pareti!