~ Archivio di agosto 2011 ~

Padrepio in vacanza: Vineland, New Jersey

Padrepio in vacanza a Vineland, NJ: Ma non passa di qui il 105? Dai che perdo l'aereo!
Padrepio in vacanza a Vineland, New Jersey, USA:
Ma non passa di qui il 105? Dai che perdo l’aereo!

Filippo: Pronto?
Massimo: Ciao, come va?
Filippo: Ehilà, ciao!
Massimo: Disturbo? Che fai?
Filippo: Sudavo.

Alexa Meade: il corpo come tela

Alexa Meade è una pittrice americana di 24 anni originaria di Washington. Invece di dipingere soggetti umani su tela, ricopre di pittura acrilica vere persone per renderle quadri. I suoi lavori rimbalzano tra pittura, fotografia, performance art e installazioni.

L’effetto più sorprendente del procedimento è la compressione bidimensionale che la pittura impone al soggetto: mentre siamo abituati a ricostruire mentalmente la tridimensionalità di una fotografia, non riusciamo a fare altrettanto con un soggetto dipinto. Il seguente autoritratto in fieri ci risulta bidimensionale nella parte dipinta e tridimensionale in quella fotografata.

Altri lavori di Alexa Mead sul sito internet e sul suo profilo Flickr.

Siamo nei Guai di Christopher Coake

Siamo nei Guai
Christopher Coake
Guanda, 2005

Dieci racconti ambientati nella provincia americana, con personaggi in difficoltà, colti in un frammento di incertezza, in bilico tra passato e futuro, combattuti tra desideri di cambiamento e peso delle responsabilità delle proprie o altrui scelte.

La forma racconto breve è frequentemente utilizzata per raccontare storie dal limitato sviluppo narrativo, trame che si risolvono in pochi passaggi. L’esordiente Christopher Coake invece sceglie la via alternativa del momento sospeso nel tempo: i suoi racconti sono fette di storie più ampie di cui viene presentato solo uno spicchio significativo. Spetta al lettore immaginarsi ciò che ha preceduto e soprattutto ciò che seguirà.

Proviene dai laboratori di scrittura creativa di cui sono pieni gli States, questo Coake, ma a differenza di tanti altri suoi colleghi è sincero in quel che scrive. La reale bravura tecnica – eccelle tanto nel tratteggio dei personaggi quanto nella costruzione di un’atmosfera – non si pone mai prepotentemente in primo piano e non soverchia mai il contenuto delle storie.

“Mi piacerebbe molto vantarmi di aver scoperto Christopher Coake, ma quelli come lui non sono scrittori che si scoprono: la qualità del suo lavoro è così lampante e ovvia che non poteva rimanere nell’ombra per molto tempo.” Parole di Nick Hornby dal retro di copertina, sicuramente eccessive, ma non la consueta vuota marchettata editoriale. C’è del vero.

Ho apprezzato anche il fatto che, pur raccontando storie che si definirebbero tristi, Coake non ha scritto un libro deprimente: senza sguazzare nel dramma o pascersi della disgrazia, riesce ad amplificare il disagio dei personaggi restando quasi emotivamente neutro.

Ma il pregio maggiore di questi racconti è che, a differenza di moltissime altre storie brevi, queste restano ben impresse in mente anche a distanza di molto tempo. Il che in fondo non è poco.

Padrepio in vacanza: Buena, New Jersey

Padrepio in vacanza a Buena, NJ: Ladis, ar iu sicur dis is de cess?
Padrepio in vacanza a Buena, New Jersey, USA:
Ladis, ar iu sicur dis is de cess?

Il Re Leone 3D: silenzio, parla lo stereografo

Il Re Leone, uno dei veri capolavori d’animazione della rinascita Disney, è stato rinconvertito in 3D per approdare nuovamente nelle sale cinematografiche e in Blu-ray nel nuovo formato. Grazie a questa intervista possiamo scoprire come si fa a rendere tridimensionale un film girato in due dimensioni, ma soprattutto possiamo scoprire che chi fa questo per guadagnarsi da vivere si chiama “stereografo”.

Coro di stupore, tutti insieme: “Oooohhh!”

Infatti solo chi è stereografo può dire le seguenti cose facendo finta di crederci davvero:

Dal mio punto di vista come filmmaker, l’aspetto più importante di un film è la storia. Ero sicuro che, con il 3D, avremmo aggiunto qualcosa di più al modo di raccontare questa storia. Altrimenti non sarei stato interessato al progetto. Sapevo che potevamo prendere un classico e migliorarlo, ed è quello che abbiamo fatto con Il Re Leone 3D.

Invece se non sei stereografo devi accontentarti di dire alquanto rozzamente: “So’ soldi.” Ammetterai che non fai la stessa bella figura.

Soprattutto, solamente un vero stereografo sa utilizzare il mezzo cinema come i grandi registi, andando a pizzicare tutte le corde emotive del pubblico:

Per [convertire in 3D Il Re Leone] ho creato una mappa lungo tutta la storia del film. Ho quantificato la mappa in una scala da uno a dieci. Al livello uno stavano le scene con contenuto emotivo minimo, come una scena descrittiva. Al livello dieci c’erano le scene con contenuto emotivo elevato, come una grossa scena d’azione o una svolta decisiva. E’ la mia “sceneggiatura della profondità”. Poi ho equiparato la profondità stereoscopica con quella emotiva. In altre parole, le scene che nella mappa emotiva avevano “10″ ottenevano la profondità massima, quelle con “1″ avevano profondità minima. Inoltre, se in una scena lo spettatore deve sentirsi distaccato dal personaggio, posizionavo questo personaggio il più lontano possibile sullo sfondo, e viceversa. In questo modo il 3D non è stato utilizzato a caso, ma come parte della narrazione.

Mi viene il vomito solo a pensarlo.

Pubblicità Progresso: Ogni giorno nel mondo decine di capolavori del passato cadono vittime del 3D. Aiutaci anche tu a fermare questo scempio.

Giornata mondiale della gioventù hitleriana

Allora, vediamo, 100 organizzazioni per 5000 persone in piazza a protestare, 25 milioni di Euro rubati ai contribuenti spagnoli incazzati neri, 50 milioni di Euro di costo totale con esborso nullo da parte del Vaticano, un 24enne ultracattolico arrestato perché progettava di gassare i laici col sarin. Direi che la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid è iniziata in modo gustoso.

Padrepio in vacanza: Cromwell, Connecticut

Padrepio in vacanza a Cromwell, CN: Dammi retta, devi colpire di taglio.
Padrepio in vacanza a Cromwell, Connecticut, USA:
Dammi retta, devi impugnarlo così e colpire di taglio.

Scambi di cortesie tra colleghi registi

In estate, si sa, il gossip va per la maggiore. E allora cediamo anche noi cinéphiles al fascino del pettegolezzo di basso livello, scendiamo tre o quattro (anche cinque vai) gradini della scala d’eleganza ma facciamolo in compagnia dei nostri amici: i registi cinematografici.

Questo articolo elenca i 30 peggiori insulti della storia del cinema, da regista a regista. Quando non se le mandano a dire, i nostri se le dicono così:

Werner Herzog su Abel Ferrara: “Non ho la minima idea di chi sia Abel Ferrara. Lasciamolo combattere contro i mulini a vento… Non ho mai visto un suo film. Non ho idea di chi sia. E’ italiano? E’ francese? Ma chi è?”

Vincent Gallo su Martin Scorsese: “Non lavorerei per Martin Scorsese nemmeno per 10 milioni. Non fa un film decente da venticinque anni. Non lavoro con gli egocentrici del passato.”

Vincent Gallo su Sofia (e Francis Ford) Coppola: “A Sofia Coppola piace chiunque abbia ciò che le serve. Se vuole essere una fotografa, si scoperà un fotografo. Se vuole essere un regista, si scoperà un regista. E’ un parassita, proprio come quel grassone di suo padre.”

Jacques Rivette su Stanley Kubrick: “Kubrick è una macchina, un mutante, un marziano. Non ha il minimo sentimento umano. Ma è bello quando la macchina filma altre macchine, come in 2001.”

Jacques Rivette su James Cameron (e Steven Spielberg): “Cameron non è male, non è un coglione come Spielberg. Vuole diventare il nuovo De Mille. Sfortunatamente per lui non sa dirigere manco il traffico.”

Jean-Luc Godard su Steven Spielberg: “Non lo conosco di persona. Non penso che i suoi film siano particolarmente validi.”

Ingmar Bergman su Jean-Luc Godard: “Non ho mai cavato nulla dai suoi film. Mi sembrano artefatti, intellettualmente fasulli, completamente morti. Cinematograficamente non interessanti e infinitamente noiosi. Godard è di una noia mortale. Fa film per la critica. Uno dei suoi film, Il Maschio e la Femmina, è stato girato qui in Svezia. E’ così noioso da farti uscire fuori di cervello.”

David Cronenberg su M. Night Shyamalan: “Quello lì lo ODIO. Prossima domanda?”

(Sotto)Titolo per film n.9

Per festeggiare la medaglia d’argento al Premio Maccio Capatonda 2011, proponiamo un sottotitolo per un filmone tipo In The Market.

Tratto da una storia vera di mio cuggino.