Il signore delle mosche
William Golding
Mondadori, Milano 1992

Romanzo a tesi, ma condotto con così tanta intelligenza e rara maestria da prenderti alle viscere oltre che al cervello.

La critica alle filosofie del buon selvaggio è narrata perfettamente: nessun potere hanno le parole, il buon senso, il richiamo alla civiltà, all’etica, ai valori. La velocità con cui l’apologo precipita velocemente verso l’inferno, senza alcuna motivazione se non la semplice natura umana, è frustrante e potentissima.

Nonostante una certa perplessità per le ultime due pagine, un libro la cui lettura è imprescindibile per chiunque.