Considerazioni sparse dopo la visione ieri sera di Sanctum, proiezione in 3D, tecnologia RealD, al cinema Moderno di Piazza della Repubblica a Roma.

Il film non è niente di memorabile – claustrofobica avventura subacquea con stereotipi a manetta – e sarebbe passato inosservato se non fosse stato girato con la Fusion Camera inventata da James Cameron per Avatar. Questo tra l’altro giustifica l’intero marketing del film, la cui locandina vede i nomi “Cameron” e “Avatar” più grandi del titolo stesso – per non parlare poi del nome del regista, scritto tipo in corpo 2. Vedi alla voce: specchio per le allodole.

Risultato: “un film di James Cameron, fico, vado a vederlo!” Oppure (l’ho sentita veramente) “il sequel di Avatar, fico, andiamo a vederlo!” che praticamente è a un passo dal sentire “Avatar subbaqquo!” Cameron è il produttore esecutivo di questo film, che tradotto significa: “Ciao regista sconosciuto, ti presto la mia cinepresa” ma d’altra parte è già più di quel che aveva fatto Quentin Tarantino per Hostel e Hero (mi sono sempre chiesto quanto l’avessero pagato per scrivere sulle locandine “Quentin Tarantino presents”).

Io non sono un’allodola, o al massimo mi presto ad esserlo per valutare la riuscita della caccia. Stavolta ci sono andato per vedere il 3D applicato a riprese reali e non ai mondi virtuali di Cameron.

Background: io odio il 3D, penso sia la più grossa cazzata cinematografica degli ultimi cinquant’anni, che periodicamente ritorna come un’epidemia (vedi anni ’60 e anni ’80) per tentare di risolvere le sorti di un’industria perennemente in crisi. Non c’è alcun bisogno di avere la terza dimensione per sentirsi avvolti da un film: il nostro cervello è meravigliosamente ingenuo e si crea l’illusione spaziale da solo. Assecondiamolo, cazzo. Invece no, baracconate a non finire. Su tutte: convertire in 3D un film girato normalmente per spennare soldi agli spettatori. L’aspetto più idiota è che sono quasi riusciti a convincere la gente di vedere meglio i film, quando palesemente il 3D di qualsiasi tecnologia (ce ne sono a mazzi) fornisce un’immagine più scura (di uno stop!), percepita più piccola (la metà!), instabile, con bizzarri luccichii sui riflessi, visione periferica degradata e pessima fluidità nei movimenti. Per non parlare poi dell’affaticamento oculare, del mal di testa e delle facce idiote degli spettatori occhialuti.

Ridicolo pubblico 3D

Mi consolo sapendo che non sono il solo a pensarla così e che soprattutto ci sono ben altri lumi cinematografici a dirlo. No, davvero, vi prego di leggerlo. E anche quest’altro dove vi dice tutto lui, il filosofo dell’immagine cinematografica. Con buona pace di James Cameron che – me ne spiace – stavolta ha preso un granchio.

Ma comunque. Il 3D di Sanctum è il migliore che abbia mai visto. La Fusion Camera fa egregiamente quello che deve fare e, con i suoi due obiettivi paralleli, restituisce una genuina tridimensionalità. A differenza di Avatar dove era stata usata poco visto che il film è al 90% un enorme cartone animato, qui la Fusion fa il lavoro della normale cinepresa che riprende l’azione reale: attori in carne e ossa, location, scenografie. La profondità degli ambienti è molto naturale ma ciò che mi ha sorpreso è vedere la resa tridimensionale dei volti: il naso è leggermente più avanti degli occhi, le orecchie leggermente dietro… sembra idiota dirlo, ma è la prima volta che un volto appare come nel mondo reale.

L’uso della Fusion che ne fa lo sconosciuto regista è altrettanto ammirevole: nessun effettaccio facile, balzi prospettici vietati, cambio di punto di vista molto moderato, cambio di fuoco proibito. In un paio di scene riesce anche a sfruttare la tridimensionalità per un effetto drammatico: il passaggio dall’aria all’acqua per la prima immersione e la claustrofobia nel terzo atto. Bravo Nome Cognome.

Il prezzo per questo spettacolino da luna park è di 11 Euro. Ora, già mi stava sulle palle il sovrapprezzo per il 3D quando i biglietti costavano meno (tipo tre mesi fa prima di Natale), ma aver superato la soglia psicologica dei 10 Euro è imperdonabile. Quindi OK, vi ho dato i miei soldi per vedere Avatar e Sanctum esaurendo tutto quello che il 3D poteva offrire, ho pagato l’obolo all’idiozia dei tempi, mi sono anche divertito per carità, ma ora posso tornare al cinema?