Il film inglese Il Discorso del Re, superfavorito agli Oscar, è stato classificato R (Restricted) dalla Motion Picture Association of America per “profanity” a causa della scena in cui Re Giorgio tenta di combattere la sua balbuzie inanellando una serie di “fuck!” Il rating system acconsente (pare) a un paio di “fuck” ma al terzo fa scattare il visto R: minori di 17 anni accompagnati da un adulto.

E già mi viene voglia di sgozzare quegli ipocriti. Per chi non li conoscesse, sono quelli che hanno abbassato il rating di American Pie da NC-17 a R non appena le spinte pelviche contro la torta sono state ridotte da quattro a due, e sempre loro hanno causato quel pasticciaccio brutto delle figure digitali in Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (giusto per dirne due, la loro storia è piena di successi). Ma ora viene il bello.

La Weinstein Company che distribuisce Il Discorso del Re in America si è ovviamente appellata contro la decisione e da qualche settimana rimbalzano sui media richieste di tagli da parte del distributore e risposte piccate del regista che non vuole modificare il film per compiacere quei bigotti dell’MPAA.

La posta in gioco è squisitamente economica: un film PG-13, cioè minori di 13 anni preferibilmente accompagnati dai genitori, ha un pubblico potenziale infinitamente più grande, specie in periodo pre-Oscar con le 12 nomination che il film ha ottenuto.

Oggi la MPAA ha abbassato il visto accontentando Weinstein, anche se non è dato sapere cosa abbia promesso (o già fatto) l’intraprendente distributore. Tom Hooper, il regista del film, aveva dichiarato che al massimo era disposto a bippare i “fuck” – una scelta da applauso per rimarcare l’idiozia della faccenda. Più probabile, secondo i rumors, che le parolacce siano state silenziate. Stupenda poi anche la deroga speciale che ha permesso al film di essere ridistribuito subito in sala nella nuova versione senza aspettare i 90 giorni imposti dal regolamento: presto, presto, fatemi fare più soldi e vi prometto quel che volete!

Caro Tom, se il contratto di distribuzione non ti consente di opporti, accetta il mio consiglio: alla cerimonia degli Oscar in cui sicuramente trionferai, nel tuo discorso di accettazione limitati a ripetere, tossicchiando prima e scandendo bene le parole, un frammento di sceneggiatura del tuo bel film. Questo:

Il Discorso del Re: FUCK!

Magari non ti faranno più fare un film in America, ma sai la soddisfazione?