~ Archivio del 18 febbraio 2011 ~

Il film sociale

William Dollace mi invia questo frammento di Biutiful, il nuovo film di Alejandro González Iñárritu. Segue uno scambio email che riporto perché mi ha dato modo di parlare della mia allergia ai “film sociali”.

Birds, Biutiful

nessuno2001: Sono perplesso… i film sociali non li reggo, ma mi dicono sia bello, quindi forse faccio uno sforzo.

William: Film sociali? What? Secondo me non esiste film sociale, o lo sono tutti, dipende dagli occhi di chi vede, altrimenti anche Arancia Meccanica lo è. A me non me ne frega un cazzo dei film sociali ma qui una decina minuti di signor cinema ci sono, e bada bene che è cosa sempre più rara. Comunque quella è la mia scena preferita. Delle trame non me ne frega un cazzo.

nessuno2001: Per film sociale intendo quel film che si concentra sulla società ai margini, sui poveri che lottano per la loro misera vita o sull’emarginato che soffre, guardandola con occhio complice e basso. Hai ragione a dire che qualsiasi film potrebbe essere sociale, nel caso in cui parta da una storia particolare e poi si innalzi all’universale. Io sono allergico a quei film che restano bassi e diventano vietamente politici. Succede SEMPRE nel cinema italiano delle periferie, che detesto sopra ogni cosa (disoccupazione, spacciatorucoli, delinquentelli, straccioni vari, tutti nobilitati perché puri o vivi o genuini – ma uccidetevi!) e anche nel cinema inglese di Ken Loach e altri compari. Si può parlare di qualsiasi cosa, anche della disoccupazione e della povertà del proletariato, ma chissà come mai 9 volte su 10 hanno uno sguardo misero e ricattatorio: film che mirano a ottenere un coinvolgimento facile per sciacquare la coscienza, così il pubblico dice “Ah, che società ingiusta!” – lo stesso pubblico che poi va a casa in Mercedes (incluso il regista di quei film). Il cinema per me deve puntare alto e raccontare di miti e sogni e massimi sistemi, non di storielline trite e micragnose. E concordo infine sul guardare la maestria, più che le trame. Cosa che appunto non succede mai nei “film sociali” quali intendo, che sono sciatti tecnicamente e registicamente (al massimo sono interpretati bene, se inglesi).

William: Sono perfettamente d’accordo, Ken Loach fa film mediocri, infatti. Iñárritu è molto bravo tecnicamente e si circonda di altrettanta maestria. Biutiful è un 6/10: io adoro solo quella scena. Ultimamente fra i “nuovi” registi mi sta esaltando parecchio David Ayer.

nessuno2001: Uhm… a giudicare dai temi che tratta abitualmente (droga, delinquenza, corruzione della polizia) è a forte rischio allergico. Vedrò!

NiK: Hello, my name is NiK.
Filippo: Sì, ci conosciamo già.
NiK: I come from a shitty country.
Filippo: NiK?
NiK: Non disturbarmi, sto imparando l’inglese.
Filippo: Così?
NiK: Sì, ho trovato un corso fikissimo su youtube. Ci sono le lezioni di grammatica, i racconti sottotitolati, i dettati e una signora gentilissima a spiegarti le cose. Guarda!
Filippo: Ah, dai, molto bello in effetti. E lei è proprio di gran classe. Dove…
NiK: Shut the fuck up!