Hai voglia a dire la serendipità… Ieri parlavo dell’importanza delle parole prendendo spunto da un articolo di Internazionale e qualche ora dopo averlo scritto mi ero imbattuto in un articolo di Repubblica che annunciava come “un quindicenne su cinque in Italia è semianalfabeta, cioè privo delle capacità fondamentali di lettura e scrittura.”

Il 21% dei nostri quindicenni sono in grado di “svolgere soltanto gli esercizi di lettura meno complessi come individuare una singola informazione, identificare il tema principale di un testo, o fare un semplice collegamento con la conoscenza di tutti i giorni.” Appena il compito diventa più impegnativo, si perdono.

Non sto manco a dire che siamo i peggiori d’Europa, invece voglio abbinare a questa recente indagine le conclusioni degli studi a cui faceva riferimento il linguista Tullio DeMauro, secondo le quali lo stile di vita che ci attende una volta usciti da scuola lavora per farci perdere gran parte delle nostre competenze acquisite. Quegli studi rivelavano come in Italia l’80% della popolazione torni, dopo giusto qualche anno passato nel mondo, a livelli di reale analfabetismo.

Mi chiedo quindi quale percentuale si ottenga oggi dovendo togliere dal gioco il 21% degli italiani, appena licenziati dalla scuola dell’obbligo. (Resta una domanda retorica. Vorrei fare il calcolo, ma il mio stile di vita mi ha fatto dimenticare le mie competenze di statistica.)

Vi lamentate della classe dirigente di oggi? Pensate a quella di domani.