Un uomo è ossessionato dalla Recherche di Proust. Passa l’intera sua vita a leggerla, riscriverla minuziosamente a mano su quaderni a righe, rileggerla, una frase dal libro e una dai quaderni, impararla a memoria e recitarla a se stesso, registrandosi col magnetofono e riascoltandosi poi rileggendo di nuovo ancora e ancora dai libri e dai quaderni finché non prende forma nella sua mente la folle idea di darle un sequel. Mentre viaggia col treno per l’Europa per fare “ricerche” per il suo libro, si convince di aver scoperto un ottavo volume lasciato incompiuto da Proust (cioè più incompiuto degli altri), ovviamente si illude di essere predestinato a completarlo e così facendo, in un delirio superomistico d’autore fallito, decide di ammalarsi di polmonite e poi muore.

(Metafora dell’artista post-moderno che invece di darsi una mossa e inventare qualcosa di nuovo rimugina e rimpasta quello che qualcun altro ha fatto, codardo.)