Koyaanisqatsi: trailer

E’ molto difficile parlare di Koyaanisqatsi, un film che fa della comunicazione non verbale la sua essenza. Come si fa a scrivere qualcosa di interessante quando il regista Godfrey Reggio ha dichiarato: “per questo film volevo creare immagini che potessero dire più di quanto il nostro linguaggio riesce a esprimere”? Il massimo che posso fare è trasmettervi un po’ del mio entusiasmo per convincervi a guardarlo.

Cominciamo dagli ingredienti: il film è una miscela perfetta di musica e immagini. Solo questo. Ma non è affatto poco. Reggio ottiene la più sconvolgente realizzazione del motto di Sergei Eisenstein secondo cui la collaborazione tra un regista e un compositore dovrebbe portare il pubblico a vedere la musica e ascoltare le immagini.

La musica è una delle migliori partiture composte da Philip Glass. Con la sua musica che “come nessun’altra sa suggerire il timore esistenziale” (definizione di Errol Morris), qui Glass dà voce a quello che solitamente non ascoltiamo e soprattutto incarna con incredibile maestria il ritmo dei tempi moderni.

Per questo film il direttore della fotografia Ron Fricke ha perfezionato la tecnica della time-lapse photography in cui la frequenza di cattura dei fotogrammi è molto minore di quella della proiezione: si possono vedere così processi ed eventi lenti che a occhio nudo non sono visibili. Tipicamente usata per i documentari (fiori che sbocciano, che seguono il sole e così via), la time-lapse photography viene qui impiegata per osservare gli uomini e l’ambiente in cui vivono: un cambio di prospettiva poderoso. Anche Koyaanisqatsi in effetti è un documentario e il suo oggetto d’indagine sei tu.

Il film si apre con un prologo che presenta i quattro elementi – aria, acqua, terra e fuoco – che compongono ogni materia. Si passa quindi all’osservazione di un ambiente naturale, presto deturpato dall’ingresso in campo dell’uomo con la sua tecnologia: miniere, acciaierie, cavi elettrici, centrali nucleari.

Da questo momento per oltre un’ora il film diventa un trascinante viaggio senza sosta attraverso la scintillante bellezza e l’oscuro abisso del modo di vivere occidentale: Koyaanisqatsi è esattamente “un film sulla bellezza della bestia,” come l’ha definito Reggio sfruttando un gioco di parole della lingua inglese (Beauty and the Beast, beauty of the beast).

Con l’obiettivo di mettere in discussione il nostro stile di vita sempre più immerso nella tecnologia, Reggio è riuscito a non scadere mai nel moralismo e a disegnare un ritratto tra i più veri di cosa sia realmente il mondo moderno. E il fatto che il time-lapse sia diventato di moda la dice lunghissima sulla potenza della bestia.

Ho parlato anche troppo. Più semplicemente sarebbe bastato dirvi che la tag-line del film – “Finora non hai mai davvero visto il mondo in cui vivi” – è assolutamente vera. Se non vi commuovete profondamente con Koyaanisqatsi siete dei mostri e non ci capite un cazzo di cinema. Morissi il giorno dopo aver fatto un film del genere non avrei il minimo rimpianto.

Koyaanisqatsi, di Godfrey Reggio [USA 1982]
Voto: 10. Un film assoluto: quanto di più alto si possa fare col cinema.

Koyaanisqatsi

PS: Koyaanisqatsi è in vendita con Powaqqatsi, capitolo due della Qatsy Trilogy, in cofanetto MGM a prezzo irrisorio su Play.com. Vi scongiuro di acquistarlo e no, non accontentatevi di scaricare il film: la qualità audiovideo qui è tutto e l’intervista a Godfrey Reggio e Philip Glass è meravigliosa quanto i film. Se non volete pagare 8 Euro tutto incluso per due capolavori potete anche smettere di leggere questo blog.

Koyaanisqatsi era stato trasferito in DVD inizialmente anche dall’Institute for Regional Education, un’edizione a quanto pare commissionata da Reggio stesso per preservare digitalmente il film prima che una qualche major decidesse di distribuirlo in video: una spartana bustina di carta autografata contenente un disco senza menu con trasferimento open matte e meravigliosamente dettagliato con bellissima grana. Tiratura tipo dieci copie vendute sottobanco. Dopo anni di ricerche infruttuose, una settimana fa ho scoperto che qualche santo l’ha messo in condivisione sui torrent in formato DVD-R. E’ stato come vedere il film per la prima volta. Travolgente.