Insieme a The Social Network, un altro film si è occupato l’anno scorso della pervasività delle nuove tecnologie di comunicazione. Catfish è un documentario indipendente realizzato da due filmmaker newyorkesi quasi per caso, seguendo l’avventura di un giovane fotografo innamorato di una ragazza conosciuta su Facebook.

Se il film di Fincher presentava la genesi del social network come metafora della perversione del sogno americano, Catfish mantiene esclusivamente la prospettiva dell’utente finale del web 2.0. E’ bene non svelare nulla di più di questo canovaccio: il film funziona molto meglio se si scoprono gli incredibili eventi man mano che vengono raccontati.

Catfish riesce a essere imprevedibile, scioccante, intimo, toccante e rivelatore. Alla prima visione ovviamente funziona come una cautionary tale sui rischi a cui l’utente di internet si espone quando entra in contatto con persone sconosciute senza la possibilità di un incontro faccia a faccia, ma la forza del film risiede anche in quello che lascia, quasi un’ode all’umanità e alla disperata forza dei reietti.

I filmmaker giurano che sia tutto vero, e preferisco crederci. Il DVD è appena uscito per la vendita su Play.com.

Catfish, di Henry Joost & Ariel Schulman [USA 2010]
Voto: 7. Un documentario sorprendente per chiunque abbia mai chattato.