C’è un certo numero di registi che sono morti ma non se ne sono accorti. Sfortunatamente non se ne sono accorti manco i critici, e spesso nemmeno il pubblico. Quindi, che siate un regista, un critico o uno spettatore, accorgetevene. Non fiori ma opere d’arte.

Dario Argento

Nessuno come lui ha fatto film horror tecnicamente ineccepibili. Ha inventato la soggettiva dell’assassino, ha dosato sangue, musica e brividi alla perfezione. Profondo Rosso è rimasto ineguagliato, ma fino a Trauma tirava fuori sempre qualcosa di buono e divertente. Poi ogni film è stata una delusione sempre maggiore e una frustrazione pericolosamente rabbiosa. Forza Dario, stai esaurendo il tuo credito di simpatia, sbrigati.
Momento del decesso: la seconda metà di La Sindrome di Stendhal [1996]
Insolito vigor: incredibilmente nessuno.

Tim Burton

Un tempo cantore dei freak e poeta del bizzarro con predilezione per il macabro, oggi è solo il fantasma di se stesso. Non riesce più a incantare né a divertire. Sbagliare clamorosamente Alice Nel Paese delle Meraviglie e vendersi al capitalismo Disney del finale è stata la conferma che le sue visioni hanno la consistenza della cartapesta (digitale). E’ proprio il caso di dirlo, una noia mortale.
Momento del decesso: Planet of the Apes [2001]
Insolito vigor: Big Fish [2003], La Sposa Cadavere [2005] ma nulla di eclatante in entrambi i casi; due rantoli, insomma.

Jane Campion

Esplosa con Lezioni di Piano non si deve essere più ripresa dalle difficoltà di Ritratto di Signora. Non si capisce cosa abbia in mente e quale ispirazione stia seguendo. Erano anni che non mi spaccavo le palle come durante Bright Star.
Momento del decesso: Holy Smoke [1999]
Insolito vigor: dispiace, ma nessuno.

William Friedkin

Capace di sconvolgere il mondo intero con un film, a poco a poco il suo nome se lo sono dimenticato quasi tutti. Quando per capire chi sei si deve fare riferimento a un film di quasi 40 anni fa (!) resta poco oltre l’accanimento terapeutico. A questo punto si farebbe prima a dire che i suoi film intorno a L’Esorcista erano probabilmente più botte di culo che sfoggi di bravura.
Momento del decesso: ho dovuto basarmi su quello successivo all’ultimo apprezzabile, quindi l’ignoto Assassino Senza Colpa? [1987]
Insolito vigor: mah, non saprei dire manco i titoli.

Martin Scorsese

A costo di essere tremendamente impopolare, devo dire che sono dieci anni che non esco soddisfatto da un suo film. Ogni volta ci spero, con la prima mezz’ora di Shutter Island c’avevo quasi creduto, e invece niente. Non so nemmeno se augurarmi che torni al gangster movie. Ho quasi del tutto perso interesse.
Momento del decesso: Al di Là della Vita [1999]
Insolito vigor: qualcosa di Gangs of New York [2002]

Ridley Scott

Eclettico e originale, non è nuovo a periodi di stanca da cui si riprende miracolosamente. Quello che preoccupa è che ormai anche nelle prove riuscite ha del tutto perso la capacità di essere memorabile: al massimo presenta compitini ben svolti e tutto il resto è noia. Si deve sperare in Ripley?
Momento del decesso: Il Genio della Truffa [2003]
Insolito vigor: American Gangster [2007]

M. Night Shyamalan

Caso più unico che raro di carriera perfettamente discendente, tanto che il pomodorometro prevede prossimamente il primo caso di film dal gradimento negativo, dai fasti di Il Sesto Senso Shyamalan è in caduta libera. Signs ha segnato la soglia di vedibilità, oltre il quale lasciate ogni speranza voi che guardate. Ormai è diventato uno sport mondiale, scrivere cattiverie sulle sue prodezze. In effetti Shyamalan è la vittima perfetta, giacché a ogni intervista si rimpolpa l’ego da solo e ribadisce quanto sia bravo e incompreso. E io invece vedo la gente morta, tipo te.
Momento del decesso: The Village [2001]
Insolito vigor: impossibile.

Steven Spielberg

Partito alla grandissima dimostrando una impressionante capacità di orchestrare l’azione cinematografica con il senso del meraviglioso, negli anni si è progressivamente lasciato andare al suo lato peggiore. Finché non ha pretese resta solo melassa indigeribile ma quando si impegna diventa sconforto. La scelta dei soggetti prima ancora che l’esecuzione su pellicola, anche come produttore, dimostra una stanchezza creativa impressionante. La cosa grave è che nemmeno nei film di pura evasione riesce più a intrattenere. Ormai si deve ammettere che ha completamente dilapidato un patrimonio di bravura invidiabile.
Momento del decesso: gli ultimi venti minuti di Schindler’s List [1993]
Insolito vigor: le battaglie di Salvate il Soldato Ryan [1998], A.I. Intelligenza Artificiale [2001]

Malati terminali?

Peter Jackson

E’ prematuro avere una prognosi ma la cura dimagrante non gli ha fatto niente bene. Effettivamente ha sempre avuto una carriera altalenante tra capolavori (Creature del Cielo) e cavolate (Sospesi nel Tempo), anche se, considerato il tema, aver sbagliato Amabili Resti suona un po’ come una condanna e il ritorno a Tolkien con Lo Hobbit è a fortissimo rischio ripetizione e gabbia creativa.

Robert Zemeckis

Non che sia mai stato un genio, ma ci ha regalato una serie di opere furiosamente divertenti e con Contact ha realizzato uno dei migliori film di fantascienza. Dopo Polar Express si è perduto dietro la performance capture, e ogni nuovo film che annuncia con questa tecnica sono coglioni che rotolano. Qualcuno per favore gli ricordi che una volta frequentava cartoonia per diletto.