Jonathan Coe è uno scrittore inglese che ha studiato a Birmingham, città che fa da scenario alla maggior parte delle sue storie. I suoi romanzi presentano personaggi immaginari ma calati nel vivido e reale contesto della società inglese degli ultimi quarant’anni.

Il tratto principe dei romanzi di Coe è la notevole capacità di raccontare i temi sociali inscrivendoli in storie appassionanti e umanissime che fanno da veicolo alla soggiacente critica senza renderla ovvia. La sua preoccupazione di indagare il marcio dell’Inghilterra non potrebbe esser più chiara, ma Coe non perde mai di vista né la trama, sempre dinamica, né i personaggi, tratteggiati in modo brillante. Sfuggendo il rischio di moralismo o di didatticismo, i libri di Coe dicono moltissimo della società inglese che raccontano, delle persone che la costituiscono e, per estensione, di noi tutti.

La struttura a incastro, con passato e presente spesso parallelamente raccontati, e soluzioni espositive originali (differenti voci narranti, inserti extra-narrativi, patchwork di fonti) sono il tratto stilistico più evidente, anch’esso dosato alla perfezione. Anche quando non strettamente funzionali ai temi indagati, l’abilità di Coe nel creare una struttura solida avvince dalle prime pagine e conduce speditamente verso il finale. Mai manierista, l’artificiosa costruzione dei romanzi è tanto il binario su cui i personaggi si muovono quanto un modo originale per restituire il casino delle nostre vite.

Donna per Caso è il primo romanzo di Coe, scritto nel 1987: la storia di una ragazza che subisce senza scomporsi la proverbiale serie di sfortunati eventi che potremmo sintetizzare come “vita”, osservata da un narratore onnisciente che la osserva con lo stesso disincanto e cinismo con cui Maria osserva il mondo. Nonostante alcune scene di sublime sottigliezza, nell’insieme non risulta ben congegnato: il gioco di Coe è chiaro e in parte diverte, ma forse pesa la mancanza di un finale incisivo.

L’Amore non Guasta racconta le giornate di un ragazzo, aspirante scrittore, con la sua coinquilina. Coe tenta di rinnovare la formula del romanzo giovanile inserendo nella narrazione le quattro storie scritte dal suo protagonista. Sfortunatamente, risultano molto più riuscite del resto. D’altra parte potrebbe anche voler dire che l’arte è migliore della vita.

Questa Notte mi Ha Aperto gli Occhi è il primo romanzo interamente piacevole: una trama gialla ben congegnata, ricca degli andirivieni temporali e degli incastri che saranno gestiti magistralmente nelle opere successive, con un protagonista passivo come la donna del romanzo di esordio ma molto più simpatico e vivido. Con due libri rodaggio alle spalle, qui Coe si prepara al balzo, e dopo saranno tutti capolavori.

La Famiglia Winshaw mostra con chiarezza l’impressionante maturazione di Coe rispetto alle opere precedenti. Quattro anni di scrittura per una saga familiare che diventa potente metafora dell’Inghilterra degli anni ’80: ciascun membro dei Winshaw compie sulla società inglese un terribile crimine (ecologico, culturale, economico), rovinandola probabilmente per sempre. Critica satirica degli anni dominati dalla Tatcher, il libro è un perfetto esempio di storia che racconta la Storia. Ogni volta che lo rileggo sogno un analogo libro italiano che renda conto di tutti i fili del male che questo paese sta tessendo da cinquant’anni, tra mafie, politici corrotti, evasori fiscali, media mogul, produttori di spazzatura culturale e affaristi resi miopi dal denaro.

La Casa del Sonno è il meno politico-sociale dei romanzi di Coe e racconta le vicende di un gruppo di studenti su due linee temporali parallele, distanti un decennio. Con una manciata di personaggi impossibili da dimenticare, un affascinante contesto onirico e mirabili simmetrie tra passato e presente, Coe scrive un libro di sterminata bellezza, in cui le parole, frase dopo frase, hanno la consistenza dei granelli di zucchero sulla punta della lingua.

La Banda dei Brocchi e Circolo Chiuso costituiscono un romanzo di formazione multipla, in due puntate. Poiché racconta gli anni ’70 e gli anni ’90, viene considerato l’ampliamento della visione satirica di Coe sull’Inghilterra, in grado di osservare con lucidità trent’anni di decadenza del macrocosmo britannico mentre il microcosmo regge, lotta e sogna.

Con La Pioggia prima che cada Coe mette da parte la vena politico-sociale e racconta la storia di una anziana signora, appena scomparsa, attraverso le fotografie e i nastri registrati che ha lasciato alla nipote. Riducendo al minimo i consueti salti narrativi, coincidenze nei capitoli, incontri lontani nel tempo, Coe racconta una semplice storia fatta di ricordi e segreti. Poi arrivi in fondo e ti accorgi che le coincidenze, le sorprese e gli incastri ci sono comunque, come se non fosse lo stile dei romanzi di Coe a crearli ma la vita stessa.

Il nuovo libro, I terribili segreti di Maxwell Sim, è da poco uscito per Feltrinelli.