Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto al trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre. Pier Paolo Pasolini, “Sfida ai dirigenti della televisione”
Corriere della Sera, 12.12.1973; raccolto in Scritti Corsari

Ieri era il trentacinquesimo anniversario della morte di P.P.P. e l’Italia l’ha giustamente commemorato affermando che “è meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay.”