Due film horror freschi freschi e ancora inediti in Italia e un ripescaggio francese di due anni fa, per tre notevoli variazioni sul tema classico della trappola da cui non si sfugge; due gore che fanno impallidire i vari Hostel di turno e un gioiello folle che annienta i difetti del torture-porn con un cuore pulsante di malato romanticismo.

A Serbian Film, di Srdjan Spasojevic [Serbia 2010]
Un ex attore porno accetta un ultimo lavoro per mantenere la famiglia e si ritrova in un incubo di violenza e sopraffazione del forte sul debole. Scene insostenibili condite con implicazioni socio-politiche: il regista dichiara che il film è il racconto di come il popolo serbo sia stato stuprato dal governo e costretto a fare cose contro la sua volontà. Può darsi, ma a me questo sottotesto morale è parso posticcio. Comunque lui insiste che “devi provare la violenza per capire di che si tratta,” e sicuramente con questo film una mano te la dà.
Voto: 6. Funziona.

À L’Intérieur, di Alexandre Bustillo e Julien Maury [Francia 2006]
Quattro mesi dopo un incidente mortale, l’unica superstite aspetta di partorire; una misteriosa donna le piomba in casa e si scatena un violentissimo inferno. Sangue a fiumi, come raramente se ne vede, e di quello vero, che cola bruno sulle pareti e le piastrelle. Parte bene, poi esagera e un po’ ti perde, ma quando esagera davvero ti riconquista. Béatrice Dalle memorabile, una furia vittoriana implacabile. Quando l’ossimoro di un film gore metafisico diventa realtà.
Voto: 7. Ben scritto, ben diretto, ben recitato: riuscito.

The Loved Ones, di Sean Byrne [Australia 2008]
Il figo della scuola, ma qui con passato triste, rifiuta l’invito di una ragazza al ballo di fine anno: si ritroverà in un gorgo di malattia mentale come non se ne vedevano dai tempi di Non Aprite Quella Porta. Un’ora e mezza di sofferenza in cui – miracolo – ti importa veramente che qualcosa di happy resti nel finale. La confezione rosa confetto aggiunge follia a follia. Non te lo togli facilmente di dosso. Very disturbing!
Voto: 7. Ben scritto, ben diretto, ben recitato: riuscito.