Il secondo post è per lui, che inconsapevolmente dal 1913 andava scrivendo un blog.

…tutte queste apprendiste che parlano presso il loro atelier, questi giovani impiegati che ridono sotto le finestre dell’ufficio, queste servette pettorute che ritornano dalle compere pesanti, questi garzoni che fanno la loro prima commissione; tutto ciò è una stessa incoscienza diversificata in volti e in corpi distinti, come fantocci mossi da fili che li collegano alle dita della mano di un essere invisibile. Camminano con tutti gli atteggiamenti con i quali la coscienza di manifesta e non hanno coscienza di nulla perché non hanno coscienza di avere coscienza. Alcuni vecchi, altri giovani, sono della stessa età. Alcuni uomini, altri donne, sono di uno stesso sesso inesistente. Alcuni intelligenti, altri stupidi, sono tutti ugualmente stupidi.
Fernando Pessoa
Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares