~ Archivio del 27 ottobre 2010 ~

La pancia degli italiani, e le palle di uno

Sul Corriere di oggi c’è il promo per il nuovo libro di Beppe Severgnini, La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri, in cui il giornalista si propone di illustrare ai posteri e agli stranieri i dieci motivi per cui B. ha così tanto successo nel nostro Paese.

  1. E’ uno di noi, stessi vizi e stesse virtù;
  2. Si dice cattolico, come tutti, poi stai a guardare se…;
  3. Si è fatto da sé – bravo! – e come tutti non sopporta le regole;
  4. Controlla la TV, vera maestra italiana;
  5. E’ un piazzista nato, seducente per definizione;
  6. E’ uguale a te, che tu sia un operaio o un imprenditore;
  7. E’ un donnaiolo impenitente, beato lui;
  8. E’ la riproposizione del Signore rinascimentale;
  9. Le alternative non reggono;
  10. Meglio lui che la sinistra comunista.

Considerazioni intelligenti, e anche simpatiche. Peccato che manchi il dato di fondo: B. ha avuto successo anche perché 1) ha commesso una serie di illeciti; 2) è riuscito a non farsi processare. Se ometti questo, cosa vuoi spiegare ai posteri?

E peccato, o Severgnini, che te ne sfugga un altro di motivi, e essenziale: i metodi squadristi che B. ha usato per annientare ogni avversario. Eppure dovresti saperne qualcosa, perché la persona a cui devi tutta la tua carriera di giornalista è quell’Indro Montanelli prima vittima di questo sistema, sbattuto fuori a calci da Il Giornale e coperto da ogni tipo di infamia durante la campagna elettorale del 1994 (da Sgarbi, Fede e altri galantuomini, tutti elencati in Montanelli e il Cavaliere). Te lo ricorderai, Severgnini, questo episodio pilota di una serie tuttora in onda, però ti guardi bene dal dirlo ai posteri.

D’altra parte la tua (fastidiosa) pretesa di “raccontare ai posteri cosa sia stato B.” esce da una penna che scrive per il Corriere, l’esempio più miserabile di genuflessione pavida dei media al potere di turno.

Confidiamo comunque nella saggezza dei posteri che ti spernacchieranno, o Beppe.

Tre variazioni sul tema horror

Due film horror freschi freschi e ancora inediti in Italia e un ripescaggio francese di due anni fa, per tre notevoli variazioni sul tema classico della trappola da cui non si sfugge; due gore che fanno impallidire i vari Hostel di turno e un gioiello folle che annienta i difetti del torture-porn con un cuore pulsante di malato romanticismo.

A Serbian Film, di Srdjan Spasojevic [Serbia 2010]
Un ex attore porno accetta un ultimo lavoro per mantenere la famiglia e si ritrova in un incubo di violenza e sopraffazione del forte sul debole. Scene insostenibili condite con implicazioni socio-politiche: il regista dichiara che il film è il racconto di come il popolo serbo sia stato stuprato dal governo e costretto a fare cose contro la sua volontà. Può darsi, ma a me questo sottotesto morale è parso posticcio. Comunque lui insiste che “devi provare la violenza per capire di che si tratta,” e sicuramente con questo film una mano te la dà.
Voto: 6. Funziona.

À L’Intérieur, di Alexandre Bustillo e Julien Maury [Francia 2006]
Quattro mesi dopo un incidente mortale, l’unica superstite aspetta di partorire; una misteriosa donna le piomba in casa e si scatena un violentissimo inferno. Sangue a fiumi, come raramente se ne vede, e di quello vero, che cola bruno sulle pareti e le piastrelle. Parte bene, poi esagera e un po’ ti perde, ma quando esagera davvero ti riconquista. Béatrice Dalle memorabile, una furia vittoriana implacabile. Quando l’ossimoro di un film gore metafisico diventa realtà.
Voto: 7. Ben scritto, ben diretto, ben recitato: riuscito.

The Loved Ones, di Sean Byrne [Australia 2008]
Il figo della scuola, ma qui con passato triste, rifiuta l’invito di una ragazza al ballo di fine anno: si ritroverà in un gorgo di malattia mentale come non se ne vedevano dai tempi di Non Aprite Quella Porta. Un’ora e mezza di sofferenza in cui – miracolo – ti importa veramente che qualcosa di happy resti nel finale. La confezione rosa confetto aggiunge follia a follia. Non te lo togli facilmente di dosso. Very disturbing!
Voto: 7. Ben scritto, ben diretto, ben recitato: riuscito.

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